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Pamir
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top
Il mwbqPamir è un elevato massiccio mwbgmontuoso situato prevalentemente nella parte orientale del mwbwTagikistan, ma anche nelle aree limitrofe di mwcaAfghanistan, mwcqCina e mwcgKirghizistan. Situato nel punto dove convergono vari sistemi mwcworografici dell'mwdaAsia centrale e del mwdqTibet, presenta tre cime principali che superano i 7000 metri, tra le quali il mwdgpicco Ismail Samani (mwdw7495 m), generalmente considerato la sua cima più alta, che hanno valso al massiccio l'appellativo di «tetto del mondo».

Con il nome comune mweqpamir (plurale mwegpamiri) si indicano anche un certo tipo di mwewvalli glaciali più fertili delle montagne e degli mwfaaltopiani circostanti, che sono generalmente caratterizzati da condizioni climatiche estreme, con precipitazioni molto scarse ed escursioni termiche considerevoli, in particolare nella parte orientale desertica del massiccio. Tuttavia, il Pamir è una delle regioni che ospitano più mwfqghiacciai al di fuori dei poli, come il mwfgghiacciaio Fedčenko, lungo 77 chilometri; di conseguenza esso è attraversato da un gran numero di fiumi appartenenti ai bacini dell'mwfwAmu Darya ad ovest e del mwgaTarim ad est e ospita centinaia di laghi. Nonostante l'estrema scarsità della flora che caratterizza l'mwgqecoregione della mwggtundra e deserto d'altitudine del Pamir, la fauna è molto diversificata: tra le specie maggiormente degne di nota figura l'mwgwargali di Marco Polo, una mwhaspecie mwhqendemica e in pericolo di estinzione.

L'uomo frequenta la regione del Pamir da vari millenni: essa si trova infatti lungo uno degli itinerari secondari della mwhwvia della seta, che nell'mwiaAntichità attraversava l'Asia centrale, ma solamente i mwiqTagiki a partire dal mwigII secolo e i mwiwKirghisi a partire dal mwjaXVI vi si sono insediati permanentemente. mwjqMarco Polo, nel mwjgXIII secolo, fu il primo mwjweuropeo a raccontare la sua traversata del Pamir. Tuttavia, furono ben pochi quelli che seguirono le sue orme, almeno fino alla metà del mwkaXIX secolo, quando la zona venne esplorata e si trovò al centro di un conflitto geopolitico, il cosiddetto «mwkqGrande Gioco», tra l'mwkgImpero russo a nord e l'mwkwIndia britannica a sud. Finita quest'epoca, il Pamir ripiombò nuovamente nell'oblio durante il mwlaXX secolo. mwlqAttualmente, è abitato da varie popolazioni adattatesi a vivere in montagna: i Tagiki, ad ovest e a sud, e i mwlgKirghisi, a nord e ad est. Questi ultimi, che si spostano con le loro greggi nei pochi mwlwpamiri fertili, conducono uno stile di vita mwmasemi-nomade e sono i custodi di una cultura ricca di tradizioni popolari.

Il Pamir rimane tuttora una delle regioni più isolate del mondo. Le infrastrutture sono poco sviluppate e la popolazione continua a dipendere dagli aiuti esterni. Anche il turismo, basato essenzialmente su mwmgalpinismo, mwmwtrekking ed mwnaecoturismo, stenta a svilupparsi, malgrado la presenza di numerose mwnqaree protette, tra le quali il mwngparco nazionale del Pamir, il più grande dell'Asia centrale.

Contents

Clima
Storia
Turismo
Note

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Toponimo

Il monaco mwqqbuddista mwqgXuánzàng, verso il mwqw640, fu il primo a parlare nei suoi scritti di mwraPo-mi-lo o mwrqPho-mi-lo, l'altopiano del Pamircite-ref-bliss14-1-0[1]cite-ref-orexca-2-0[2]cite-ref-m-moires70-3-0[3]cite-ref-bonavia-4-0[4]cite-ref-curzon14-5-0[5]. Tale toponimo ricorda molto il mwwgkirghiso mwwwPamil, la parola usata per indicare una zona montuosacite-ref-bliss14-1-1[1]cite-ref-curzon14-5-1[5]. Il termine venne ripreso, nella variante mwzaPomi, intorno alla metà dell'mwzqVIII secolo, all'epoca della mwzgdinastia Tangcite-ref-bliss14-1-2[1]cite-ref-curzon14-5-2[5]. Xuánzàng situava questa regione al centro del mwbwCongling o mwcaTsoung Ling (葱嶺), letteralmente le «montagne Cipolla», una zona montuosa che si estendeva su una superficie più grande di quella occupata dal Pamir vero e propriocite-ref-orexca-2-1[2]cite-ref-m-moires70-3-1[3]cite-ref-bonavia-4-1[4]cite-ref-humboldt373-6-0[6].

Secondo mwggEugène Burnouf, mwgwPamer, mwhaPamere o mwhqPamier, le diverse grafie utilizzate da mwhgMarco Polo nel mwhwXII secolo e successivamente da mwiaMountstuart Elphinstone e mwiqAlexander Burnes nel mwigXIX secolo, deriverebbero dalla mwiwsincope del nome mwjasanscrito mwjqOupa-Mérou, vale a dire il «paese vicino al mwjgMeru», mentre la grafia mwjwPamir, comparsa per la prima volta nel mwka1543 sotto la penna del principe di mwkqKashgar Mirza Haidar e ripresa in seguito da John Wood e mwlaAlexander von Humboldt, deriverebbe da mwlqOupa-Mira, cioè il «paese intorno al lago», con riferimento, secondo lo studioso, al mwlglago Zorkul'cite-ref-bliss14-1-3[1]cite-ref-curzon14-5-3[5]cite-ref-7[7].

Gottlieb Wilhelm Leitner rigetta questa teoria, appellandosi al fatto che gli abitanti che frequentano ogni anno i pascoli di questo altopiano parlano mwrqlingue turche, soprattutto kirghiso e ili turki, e designano indistintamente le vallate con il nome di mwrwpamiricite-ref-leitner13-8-0[8]. Pertanto, mwta potrebbe significare «montagna» e «mira» indicherebbe una «vasta regione» o un «altopiano»; secondo un'altra ipotesi, mwtqpan o mwtgpai vorrebbe dire «piede» o «base» e mwtwmir «montagna»cite-ref-bliss14-1-4[1], e mwvapamir significherebbe quindi «regione ai piedi della montagna»cite-ref-bliss14-1-5[1]cite-ref-9[9]. I mwxqpamiri sarebbero sette od otto, ma secondo un'ipotesi alternativa la parola non designerebbe un tipo generico di valle, bensì una valle in particolare, quella del lago Zorkul'cite-ref-bliss14-1-6[1]. Per estensione, il nome comune mwygpamir sarebbe poi andato ad indicare l'intera regionecite-ref-leitner13-8-1[8]. Un'etimologia alternativa, tuttavia poco plausibile, farebbe derivare il nome da mwzwPa-i-michr, cioè «fondamenta del sole» in mw0alingua uzbeca, che alcuni studiosi hanno interpretato come «piedi di mw0qMitra», l'equivalente del dio del sole nella mitologia mw0gindo-mw0wiranianacite-ref-bliss14-1-7[1].

L'altitudine del massiccio gli ha valso localmente, secondo Wood, l'appellativo di mw2qBam-i-dunya, il «tetto del mondo», in mw2glingua wakhi o kirghisacite-ref-bliss14-1-8[1]cite-ref-leitner13-8-2[8]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11], nome forse derivato da mw6wpay-i-mehr, divenuto mw7aBamyar in mw7qpersianocite-ref-bliss14-1-9[1]. Qualunque sia stata la sua origine, l'espressione divenne comune in mw8getà vittorianacite-ref-orexca-2-2[2]. Thomas Edward Gordon, nel mw-a1876, scrisse:

«Eravamo ormai sul punto di attraversare il famoso

Bam-i-dunya

, il «tetto del mondo», nome con cui questa regione elevata attraversata da sentieri relativamente sconosciuti veniva indicata sulle nostre carte. [...] Wood, nel 1838, è stato il primo viaggiatore europeo dei tempi moderni a visitare il Grande Pamir.»

L'espressione comparve in seguito negli scritti di Guillaume Capus del mw-a1890cite-ref-12[12], nell'undicesima edizione dellmwaqe'mwaqimwaqmEncyclopædia Britannica del mwaqq1911cite-ref-13[13], nella mwaqkmwaqoBrockhaus Enzyklopädie del mwaqs1929cite-ref-14[14] e ancora nella mwaraColumbia Encyclopedia del mware1942cite-ref-15[15].

Nelle lingue locali i monti Pamir vengono chiamati Кӯҳҳои Помир (mwarcKūhhoi Pomir) in mwargtagico, Памир тоолору (mwarkPamir tooloru) in mwarokirghiso, رشته کوه‌های پامیر (mwarsrechté kouh-hâyé pâmir) in mwarwpersiano, د پامير غرونه in mwar0pashtu, پامىر ئېگىزلىكى in mwar4uiguro, پامیر کوهستان (mwar8pāmīr kūhistān) in mwasaurdu, पामीर पर्वतमाला (mwasepāmīra parvatamālā) in mwasihindī e 帕米尔高原 (mwasmPàmǐ'ěr Gāoyuán) in mwasqcinese.

Geografia

Localizzazione

Situate in mwas8Asia centrale, le montagne del Pamir costituiscono un mwatanodo orograficocite-ref-ives44-16-0[16] nel punto dove si congiungono il mwatuTien Shan a nord, il mwatyKunlun ad est, il mwatcKarakorum a sud e l'mwatgHindu Kush a sud-ovestcite-ref-orexca-2-3[2]. Ricadono per lo più nella mwat0provincia autonoma del mwat4Gorno-Badakhshan, che occupano interamentecite-ref-pb-17-0[17]. Questa è situata nella parte orientale del mwaumTagikistan e raggruppa sette mwauqrajon, Darvoz, Vanj, Rushon, Shughnon, Roshtqal'a, Ishkoshim e Murghob, ai quali si aggiunge la città di mwauuChoruǧ, capitale della provincia autonomacite-ref-18[18]. Piccole parti della catena montuosa si trovano anche nella provincia di mwauoNohiyaho‘i tobe‘i jumhurî, nell'mwausoblast' di mwauwOsh nel sud del mwau0Kirghizistan, nella mwau4provincia del mwau8Badakhshan nel nord-est dell'mwavaAfghanistan e nella mwaveregione autonoma dello mwaviXinjiang in mwavmCinacite-ref-pb-17-1[17]. Il loro confine meridionale è delimitato dal mwavgCorridoio del Wakhan, dove scorre il Wakhan Darya, ramo sorgentifero del mwavoPanj, mentre il loro confine settentrionale è costituito dalla vasta mwavsdepressione della mwavwvalle di Alaj, dove scorre il Kyzylsu, corso superiore del mwav0Vachšcite-ref-pb-17-2[17]. La loro frontiera orientale, con il Kunlun, è più controversa: alcuni la fanno passare a livello della larga mwawifaglia dove oggi corre la mwawmstrada del Karakorum; altri la situano 150-200 chilometri più ad estcite-ref-ges-19-0[19]. Il loro confine occidentale è piuttosto vago, in quanto il rilievo diminuisce gradualmente di altitudine. A tale riguardo la mwawgmwawkGrande enciclopedia sovietica afferma:

«La questione delle frontiere naturali del Pamir è oggetto di discussione. Abitualmente, si considera Pamir il territorio compreso tra la catena del

Trans-Alaj

a nord, i

monti del Sarykol

ad est, il

lago Zorkul'

, il

fiume Pamir

e il corso superiore del

Pjandž

a sud e la sezione mediana della valle del Pjandž ad ovest; a nord-ovest, il Pamir include la parte orientale della

catena di Pietro il Grande

e dei

monti del Darvaz

. [...] Alcuni ricercatori restringono questa interpretazione, non considerando Pamir la parte orientale di questo territorio; altri, al contrario, considerano come Pamir una parte più ampia di territorio, includendovi le montagne contigue ad est e diverse altre nelle sue vicinanze


Topografia

Geomorfologia

Il Pamir si estende per circa 500 chilometri da est ad ovest e 300 chilometri da nord a sudcite-ref-ives44-16-1[16]. Nonostante la sua complessa struttura, è possibile distinguere in esso due grandi settori: una parte occidentale, costituita dalla regione del Badakhshan, con montagne impervie e valli profonde e anguste, percorse da torrenti e costellate da piccoli villaggi verdeggianti arroccati su mwaxyconoidi di deiezione e mwaxcterrazze alluvionali; e una parte orientale, caratterizzata da elevati altopiani isolati e desertici compresi tra 3500 e 4500 metri di altitudine formati da depositi mobili mwaxgalluvionali e mwaxkmorenici e sovrastati da cime relativamente poco elevatecite-ref-ges-19-2[19]cite-ref-pamir-adventure-20-0[20]. Il confine tra queste due parti viene tradizionalmente fatto passare lungo la cresta di Zulumart e i passi di Pereval Pshart e Pereval Kara-Bulakcite-ref-ges-19-3[19].

Al centro del massiccio si trova la mwazocatena dell'Accademia delle Scienze, che si estende per 175 chilometri e culmina a 7495 metricite-ref-ives44-16-2[16]cite-ref-ges-19-4[19] con il mwaampicco Ismail Samani, chiamato precedentemente picco Stalin dal mwaaq1932 al mwaau1962 e picco del Comunismo dal 1962 al mwaay1998cite-ref-21[21]; qui si innalza anche il mwaaspicco Korženevskaja, alto 7105 metri, spesso considerato come la terza cima più alta del Pamir. A nord-est si trova la catena del mwaawTrans-Alaj, che si estende da est ad ovest, parallelamente alla mwaa0valle di Alaj e ai monti mwaa4Alaj che si trovano lungo l'altro lato della valle. Questa raggiunge i 7134 metricite-ref-ives44-16-3[16]cite-ref-ges-19-5[19]cite-ref-map-22-0[22] con il mwabspicco Lenin, già picco mwabwKaufmann dalla sua scoperta nel mwab01871 al mwab41928 e noto ufficialmente come picco mwab8Abu Ali ibn Sina dal 2006 in mwacaTagikistancite-ref-qaror04-23-0[23] e talvolta, impropriamente, picco Achyk-Tash in mwacuKirghizistancite-ref-24[24], dal nome di un mwacoaltopiano e di un campo base che vi sorge a 3600 metri di quota. Il versante occidentale della catena dell'Accademia delle Scienze digrada improvvisamente e si prolunga in una regione pedemontana comprendente, da nord a sud, la mwacscatena di Pietro il Grande (mwacwpicco Mosca, 6785 m), i mwac0monti del Darvaz (mwac4picco Arnavad, 5992 m), del Vanč e mwac8dello Jazgulem (mwadapicco dell'Indipendenza, noto come picco della Rivoluzione fino al 2006cite-ref-qaror04-23-1[23], 6974 m)cite-ref-ives44-16-4[16]cite-ref-ges-19-6[19]cite-ref-map-22-1[22]. A sud, i mwaeemonti di Rušan (picco Patkhor, 6083 m), Shughnon (picco Skalisty, 5707 m), Roshtqal'a (5321 m) e Šachdara o Ishkoshim (mwaeypicco Karl Marx, 6726 m) sono separati da profonde gole orientate tutte da est ad ovest e frequentemente colmate dalle mwaecfrane provocate dai mwaegterremoticite-ref-ives44-16-5[16]cite-ref-ges-19-7[19]cite-ref-map-22-2[22]. Ad essi segue ad est un altopiano dal quale emergono soprattutto i Muzkol (picco dell'Ufficiale Sovietico, 6233 m), i monti dell'Aličur settentrionali (5617 m) e meridionali (picco Kyzyldangi, 5704 m) e i monti del Wakhan o Selsela-Koh-i-Wākhān (6421 m), tra i quali si trovano numerosi laghi, come il mwafkKarakul' a 3900 metri di quotacite-ref-ives44-16-6[16]cite-ref-ges-19-8[19]cite-ref-map-22-3[22]cite-ref-25[25]. Infine, i mwagomonti del Sarykol, soprannominati «Pamir mwagscinese» nonostante si trovino lungo la frontiera con il Tagikistan, chiudono da nord a sud gli altopiani del Pamir ai confini orientali del massiccio e culminano con il picco Lyavirdyr a 6351 metri di altezza, proprio di fronte al mwag0Kongur e al mwag4Muztagatacite-ref-ives44-16-7[16]cite-ref-ges-19-9[19]cite-ref-map-22-4[22]. Questi ultimi appartengono ad una catena montuosa indicata talvolta con il nome di mwahsmonti di Kashgar (o Kandar), talvolta inclusa nel Pamir, ma generalmente considerata come un prolungamento settentrionale del mwahwKunlun, in quanto una larga mwah0faglia la separa dal Pamir propriamente dettocite-ref-mani231-26-0[26]cite-ref-bliss18-27-0[27].

I mwai4pamiri, fertili mwai8valli glaciali chiuse da mwajamorene e irrigate naturalmente, ma percorse solamente dai mwajenomadi mwajikirghisicite-ref-28[28]cite-ref-29[29]cite-ref-30[30], vengono tradizionalmente considerati settecite-ref-bliss15-31-0[31]cite-ref-32[32] od ottocite-ref-curzon19-33-0[33]. Il mwaksPamir Taghdumbash, soprannominato il «Capo supremo delle montagne» o il «pamir della sommità della montagna», è situato tra i monti del Sarykol a nord e il mwakwpasso Kilik (4827 m) a sud, nel sud-ovest dello mwak0xian autonomo tagiko di Tashkurgan, in Cina. È chiuso ad ovest dal mwak4passo Wakhjir (4923 m), che lo separa dalla parte a monte della valle del Wakhan Darya. Esso corre verso est prima di curvare verso nord fino a mwalaTashkurgan, a circa 3000 metri di altitudine, per una distanza di un centinaio di chilometri. È l'unico mwalepamir appartenente al mwalibacino del Tarim ed è abitato da mwalmKirghisi, mwalqSarikoli e Wakhicite-ref-curzon19-33-1[33]. Il Pamir Wakhan si trova all'estremità orientale del mwalsCorridoio del Wakhan, in mwalwAfghanistan, a nord del mwal0Karakoram, a monte della località di Baza'i Gonbad. Corre per una trentina di chilometri in direzione ovest/nord-ovest ed è il più angusto tra tutti i mwal8pamiri, pur offrendo ricchi mwamapascolicite-ref-curzon19-33-2[33]. Il Pamir Khord o Pamir Kitshik, meglio conosciuto con il nome di Piccolo Pamir, si estende tra i Selsela-Koh-i-Wākhān a nord e il Karakoram a sud, tra il lago Chaqmaqtin e il villaggio di Sarhadd, nella parte centrale del Corridoio del Wakhan. È collegato a nord-est con la valle dell'mwamcOksu e corre verso sud/sud-ovest per un centinaio di chilometricite-ref-bliss15-31-1[31]cite-ref-curzon19-33-3[33]. Il Pamir Kalan o Pamir Tshong, meglio conosciuto come Grande Pamir, è, come indica il nome, il più lungo e più largo tra tutti i mwanepamiri. È una valle che si estende per circa 130 chilometri dal mwanilago Zorkul' verso sud/sud-ovest, tra i monti dell'Aličur meridionali a sud e i Selsela-Koh-i-Wākhān a nord, ed accoglie il corso del mwanmfiume Pamircite-ref-bliss15-31-2[31]cite-ref-curzon19-33-4[33]. Un po' più a nord, il Pamir Aličur si estende tra le catene settentrionale e meridionale dei monti omonimi; ospita i laghi Yashilkul, Bulun-Kul e Sasyk-Kul e prosegue verso ovest attraverso i monti Shughnoncite-ref-bliss15-31-3[31]cite-ref-curzon19-33-5[33]. Più a nord ancora, il Pamir Sarez (il «pamir della pista gialla») è incassato tra i monti dell'Aličur settentrionali e Muzkol, intorno al mwaoylago Sarez. Nonostante figuri su numerose carte e sia stato segnalato dagli esploratori, la sua esistenza è stata messa in dubbio da Ney Elias, in quanto, afferma, esso non possiede nessuna delle caratteristiche principali di un mwaogpamir a causa del fatto di essere troppo incassato. mwaokFrancis Younghusband segnala che una piccola valle fertile di una quindicina di chilometri di lunghezza si trovi più ad est, nei dintorni di mwaooMurghob, e che la sua posizione sia stata male indicata sulle cartecite-ref-bliss15-31-4[31]cite-ref-curzon19-33-6[33]. Il Pamir Rangkul (il «pamir del lago colorato») corre per quaranta chilometri di lunghezza intorno al lago omonimo, mentre il Pamir Khargosh (o mwapmKargushî, il «pamir del coniglio») corre per trenta chilometri a sud e ad est del lago Karakul'cite-ref-bliss15-31-5[31]cite-ref-curzon19-33-7[33]cite-ref-34[34]; la loro esistenza è tuttavia messa in dubbio da alcuni studiosicite-ref-curzon19-33-8[33]. Numerose altre valli della regione potrebbero rivendicare la qualifica di mwaqqpamir, ma le differenze geomorfologiche e le tradizioni locali non li riconoscono come talicite-ref-curzon19-33-9[33].

Suddivisioni principali

La tabella seguente elenca le principali catene che compongono il Pamir per altitudine decrescente. I mwarumonti di Kashgar, in grigio, sono considerati sia come una catena periferica del Pamir che come parte integrante del mwaryKunluncite-ref-mani231-26-1[26].

| Suddivisione | Punto culminante | Altitudine |
|---|---|---|
| Monti di Kashgar | Kongur | 7649 m |
| Catena dell'Accademia delle Scienze | picco Ismail Samani | 7495 m |
| Monti Trans-Alaj | picco Lenin | 7134 m |
| Monti dello Jazgulem | picco dell'Indipendenza | 6974 m |
| Catena di Pietro il Grande | picco Mosca | 6785 m |
| Monti Šachdara | picco Karl Marx | 6726 m |
| Monti del Sarykol | picco Lyavirdyr | 6351 m |
| Monti Muzkol | picco dell'Ufficiale Sovietico | 6233 m |
| Monti di Rušan | picco Patkhor | 6083 m |
| Monti del Darvaz | picco Arnavad | 5992 m |
| Monti Shughnon | picco Skalisty | 5707 m |
| Monti dell'Aličur meridionali | picco Kyzyldangi | 5704 m |

Cime principali

Ecco di seguito un elenco delle principali vette del Pamir per ordine di altitudine. Le cime in grigio fanno parte dei mwaw8monti di Kashgar, considerati sia come una catena periferica del Pamir che come parte integrante del mwaxaKunluncite-ref-mani231-26-2[26].

| Cima | Altitudine | Paese | Suddivisione | Note |
|---|---|---|---|---|
| Kongur [ 17 ] | 7649 m | Cina | monti di Kashgar / Kunlun | |
| Kungur Tjube Tagh [ 17 ] | 7530 m | Cina | monti di Kashgar / Kunlun | anticima del Kongur |
| Mustagh Ata [ 17 ] | 7509 m | Cina | monti di Kashgar / Kunlun | |
| Picco Ismail Samani [ 17 ] | 7495 m | Tagikistan | catena dell'Accademia delle Scienze | noto in precedenza come picco Stalin e picco del Comunismo |
| Picco Lenin [ 17 ] | 7134 m | Tagikistan / Kirghizistan | monti Trans-Alaj | noto in precedenza come picco Kaufmann, ribattezzato picco Abu Ali Ibn Sina in Tagikistan e talvolta picco Atchik Tash in Kirghizistan |
| Picco Korženevskaja [ 17 ] | 7105 m | Tagikistan | monti dell'Accademia delle Scienze | |
| Picco dell'Indipendenza [ 17 ] | 6974 m | Tagikistan | monti dello Jazgulem | noto in precedenza come picco della Rivoluzione |
| Picco Russia | 6875 m | Tagikistan | catena dell'Accademia delle Scienze | |
| Picco Mosca | 6785 m | Tagikistan | catena di Pietro il Grande | |
| Chakragil [ 17 ] | 6760 m | Cina | monti di Kashgar / Kunlun | |
| Picco Karl Marx [ 17 ] | 6726 m | Tagikistan | monti Šachdara | |
| Picco Garmo | 6595 m | Tagikistan | catena dell'Accademia delle Scienze | |
| Picco Engels | 6510 m | Tagikistan | monti Šachdara | |
| Picco Lyavirdyr | 6351 m | Cina | monti del Sarykol | |
| Picco dell'Ufficiale Sovietico | 6233 m | Tagikistan | monti Muzkol | |
| Picco Mayakowski | 6095 m | Tagikistan | monti Šachdara | |
| Picco Patkhor | 6083 m | Tagikistan | monti di Rušan | |
| Picco Arnavad | 5992 m | Tagikistan | monti del Darvaz | |
| Picco Skalisty | 5707 m | Tagikistan | monti Shughnan | |
| Picco Kyzyldangi | 5704 m | Tagikistan | monti dell'Aličur meridionali | |

Idrografia

La stragrande maggioranza dei fiumi che attraversano il Pamir appartiene al mwa-sbacino dell'mwa-wAmu Darya. Il più importante tra questi è il mwa-0Pjandž, che nasce dalla confluenza tra il mwa-4Pamir e il Wakhan Darya e delimita i confini meridionali e sud-occidentali del massiccio, e allo stesso tempo segna il mwa-aconfine tra il mwa-eTagikistan e l'mwa-iAfghanistan. Tra i suoi affluenti di destra vi sono il Gunt, che confluisce in esso nella città di mwa-qChoruǧ e a sua volta raccoglie le acque dello Šachdara all'ingresso dell'agglomerato; il mwa-uBartang, chiamato Oksu nel suo corso superiore e Murghab (che significa «l'acqua vicino alla quale nidificano gli uccelli») nel suo corso medio, che nasce a poche centinaia di metri dalle sorgenti del Pjandž e attraversa letteralmente il Pamir da est ad ovest per diverse centinaia di chilometri prima di confluire nel Pjandž; lo mwa-yJazgulem e il mwa-cVanč. Segnando il confine settentrionale del Pamir con i nomi prima di Kyzylsu poi di Surchob, anche il mwa-gVachš confluisce da destra nel Pjandž molto ad ovest del massiccio, ai confini sud-occidentali del Tagikistan, per formare l'Amu Darya. Il mwa-kMuksu e l'mwa-oObichingou sono due affluenti di sinistra del Surchob che drenano la mwa-scatena di Pietro il Grande e i mwa-wmonti del Darvaz. Altri fiumi alimentano il lago mwa-0endoreico di mwa-4Karakul', tra cui il Karadžilga e il Muzkol. La parte occidentale dei mwa-8monti del Sarykol appartiene al mwbaabacino del Tarimcite-ref-ges-19-10[19]cite-ref-35[35]. In tutto sono circa 173 i fiumi che percorrono il massiccio, ai quali vanno aggiunte più di 200 sorgenti minerali, un terzo delle quali sono mwbakcaldecite-ref-beaumont358-36-0[36].

A seconda delle fonti, nel Pamir vi sono tra 846, per una superficie complessiva di 1343 chilometri quadraticite-ref-petr179-37-0[37], e 1449 laghicite-ref-beaumont358-36-1[36]. Oltre al lago Karakul', che si estende per 38.000 ettaricite-ref-petr179-37-1[37] in un mwbcecratere da impatto vecchio di 25 milioni di annicite-ref-38[38] nel nord-est del Pamir, dalle acque particolarmente basiche, con un mwbcypH compreso tra 7,3 e 8,0cite-ref-petr179-37-2[37], vi sono i laghi gemelli Rangkul e Shorkul sul versante occidentale dei monti del Sarykol e il mwbcslago Zorkul', formato da una mwbcwmorena, tra i monti dell'Aličur meridionali e Wakhancite-ref-ges-19-11[19]. Il lago Turumtaikul, 4260 metri di quota, è il più elevatocite-ref-petr179-37-3[37]. Al centro del massiccio, i laghi Yashilkul (il «lago verde») e mwbdcSarez sono stati creati dalle mwbdgfranecite-ref-ges-19-12[19]cite-ref-petr179-37-4[37]. Il secondo, conseguenza del terremoto del 1911cite-ref-whc-39-0[39], si è formato spontaneamente a seguito dello sbarramento del corso del fiume Bartang da parte della barriera di Usoi, la più alta del mondo. Si estende per una lunghezza di sessanta chilometri e ha una profondità massima di 500 metri. Esso continua a innalzarsi al ritmo di venti centimetri all'anno, facendo temere per la tenuta dello sbarramento e la distruzione potenziale di 32 villaggi situati immediatamente a valle, ai quali si aggiungerebbero disagi a cinque milioni di persone che vivono nel bacino dell'Amu Daryacite-ref-40[40]cite-ref-41[41]. Alcuni laghi congelano da novembre fino a maggio e a metà dell'inverno possono essere ricoperti perfino da un metro di ghiacciocite-ref-petr179-37-5[37].

Il Pamir è percorso da 3000 mwbfgghiacciai che ricoprono una superficie totale di 8400 chilometri quadrati secondo dati degli mwbfkanni '70cite-ref-ges-19-13[19] o da 13.000 ghiacciai che coprono in tutto 12.000 chilometri quadrati secondo dati più recenti risalenti al mwbf41990, ma che tengono conto dei confini geografici più estesi del massicciocite-ref-singh813-42-0[42]. Essi contribuiscono a rifornire di acqua 60 milioni di persone in Tagikistan, Afghanistan, mwbgmUzbekistan, mwbgqTurkmenistan e mwbguXinjiangcite-ref-singh813-42-1[42]. Tra questi, nella mwbgocatena dell'Accademia delle Scienze, si trova il mwbgsghiacciaio Fedčenko, il più lungo dell'ex mwbgwURSS e il più lungo ghiacciaio al di fuori delle regioni polaricite-ref-singh813-42-2[42]cite-ref-shoumatoff96-43-0[43] con i suoi 77 chilometricite-ref-ges-19-14[19]. All'inizio degli mwbhkanni '60 conteneva 200 milioni di metri cubi di ghiaccio, che si formava grazie agli ingenti accumuli di nevecite-ref-ives44-16-8[16]. Sulla mwbh4catena di Pietro il Grande, sui mwbh8monti del Darvaz, del Vanč e mwbiadello Jazgulem si trovano i ghiacciai Grumm-Grzhimailo, lungo 36 chilometri, Garmo, 27 chilometri, Surgan, 24 chilometri, dell'Istituto Geografico, 21 chilometri, e Fortambek, 20 chilometricite-ref-ges-19-15[19]. Il più lungo ghiacciaio del mwbiuTrans-Alaj è il ghiacciaio del Grande Saukdara, lungo 25 chilometri, mentre il ghiacciaio Lenin avanza anche alla velocità di cento metri al giorno e talvolta penetra anche per diversi chilometri nelle vallicite-ref-ges-19-16[19]. Queste accelerazioni sono state osservate e studiate anche nei ghiacciai Medvezhy (letteralmente «ghiacciaio dell'Orso») e Bivatchny (letteralmente «ghiacciaio del Bivacco») e non sono una conseguenza dell'aumento del loro volume, bensì del loro scioglimento insolito, in quanto il ghiaccio sembra non avere più la stessa resistenza che aveva primacite-ref-44[44]. Anche sui mwbi4monti di Rušan e sui monti dell'Aličur settentrionali si trovano ghiacciai degni di nota. Tuttavia, l'area oggi occupata dai ghiacciai è nettamente inferiore a quella che ricoprivano durante l'ultima mwbi8glaciazionecite-ref-ges-19-17[19], quando formavano una mwbjqcalotta glaciale che si estendeva fino all'mwbjuHindu Kush e all'mwbjyaltopiano tibetanocite-ref-singh561-45-0[45]. A causa del mwbjscambiamento climatico, la ritirata dei ghiacciai ha subito un'accelerazione generale negli ultimi cinquant'anni, ma essa ha influenzato solamente il 3-5% della parte centrale e orientale del massiccio rispetto al 15% di quella occidentale. Il ghiacciaio Fedčenko si è ritirato di oltre 1000 metri tra il mwbjw1920 e il mwbj02000, dei quali ben 750 dal mwbj41958, e ha perso 2 chilometri quadrati di superficie tra la stessa data e il mwbj82009cite-ref-singh813-42-3[42]. Nel corso degli ultimi dieci-venti anni la portata dei fiumi è aumentata del 2% a causa dello scioglimento dei ghiacciai e dell'aumento delle precipitazionicite-ref-singh813-42-4[42].

Geologia

Durante il mwbkoCarbonifero, la mwbksPangea stava continuando la sua formazione e l'oceano mwbkwPaleotetide si chiuse. Si verificarono pertanto alcune mwbk0collisioni continentali, che portarono all'mwbk4orogenesi ercinica che dette origine al sistema del mwbk8Kunlun e alla parte settentrionale del Pamir. Localmente si andò creando una zona di mwblasubduzionecite-ref-46[46]cite-ref-guosheng-47-0[47]cite-ref-martina-48-0[48]cite-ref-burtman3-49-0[49]. Allo stesso tempo, la mwbmeplacca cimmeriana si staccò dal mwbmiGondwana a sud, consentendo l'apertura del mwbmmrift della mwbmqNeotetide nel corso del mwbmuPermiano. I micro-continenti cimmeriani continuarono ad andare alla deriva verso nord e iniziarono a scorrere sotto la mwbmyLaurasia. La Paleotetide scomparve completamente nel mwbmcTriassico e lo sviluppo delle parti centrali e poi meridionali del Pamir ebbe termine nel mwbmgGiurassicocite-ref-guosheng-47-1[47]cite-ref-burtman3-49-1[49]cite-ref-50[50]cite-ref-zanchi250-51-0[51]. Nel mwbnkCretaceo, la mwbnoplacca indiana si staccò dalla mwbnsplacca africana e iniziò a migrare verso nord, mentre la Tetide, a sua volta, si richiuse in una nuova zona di subduzione durante l'mwbnworogenesi alpina che dette origine anche al mwbn0Karakoramcite-ref-martina-48-1[48]cite-ref-burtman3-49-2[49]cite-ref-52[52]. Quando il mwboosubcontinente indiano entrò in contatto con la mwbosplacca eurasiatica, dando origine all'mwbowHimalaya durante l'mwbo0Eocene, si esercitarono nuove forze di compressione verso nord sulle parti centrali e meridionali del Pamircite-ref-guosheng-47-2[47]cite-ref-martina-48-2[48]cite-ref-burtman3-49-3[49]. Queste deformazioni e il conseguente sollevamento proseguono tuttoracite-ref-ives90-53-0[53]cite-ref-moores718-54-0[54]cite-ref-burtman29-55-0[55].

A causa di questa storia geologica, il Pamir è attraversato da un'importante rete di mwbqcfaglie disposte in archi di cerchio rivolti verso nord che delimitano differenti domini mwbqgpetrologicicite-ref-ges-19-18[19]cite-ref-moores718-54-1[54]cite-ref-burtman29-55-1[55]cite-ref-zanchi237-56-0[56]. Il margine settentrionale del massiccio, corrispondente al versante nord della catena del mwbrkTrans-Alaj, è costituito da mwbroconglomerati, mwbrsarenarie, mwbrwscisti mwbr0argillosi, mwbr4calcari e mwbr8rocce vulcaniche risalenti ad un'epoca compresa tra la fine del Permiano e il mwbsaCenozoico, che sono stati intensamente deformati e sollevati a partire dalla metà dell'mwbseOligocenecite-ref-ges-19-19[19]. La parte settentrionale del massiccio corrisponde alla complessa mwbsyanticlinale che si estende dal versante meridionale della catena del Trans-Alaj alla grande faglia di Vanj-Akbaital a sud. Essa è essenzialmente correlata all'orogenesi ercinica del Permiano, sebbene sia stata influenzata anche dagli eventi geologici del mwbscMesozoico-Cenozoico. La sua composizione spazia dagli scisti mwbsgmetamorfici della fine del mwbskPrecambriano ai mwbsomarmi, alle arenarie, alle argille e alle mwbsscrete, ma anche alle rocce vulcaniche, del mwbswPaleozoico e alle intrusioni di mwbs4granitoidi del periodo che va dal Triassico al mwbs8Giurassico mediocite-ref-ges-19-20[19]cite-ref-martina-48-3[48]cite-ref-bensh-57-0[57]. Una sottile zona di transizione composta da una cintura di mwbtwofioliti testimonia l'mwbt0obduzione di una porzione di mwbt4litosfera oceanica a livello della faglia di Vanj-Akbaitalcite-ref-zanchi237-56-1[56]. A sud, la parte centrale del Pamir è ricoperta da una vasta falda di ricoprimento formata da mwbuqsedimenti del Paleozoico e del Mesozoico depositatisi sulla mwbuupiattaforma continentale dell'antica Tetide, con tracce di rocce vulcaniche del mwbuyMiocene. Queste rocce sono state fortemente deformate dall'orogenesi alpina del Cenozoicocite-ref-ges-19-21[19]cite-ref-martina-48-4[48]cite-ref-58[58]. Alcune mwbvmfinestre presentano degli scisti sottoposti a leggero mwbvqmetamorfismo della fine del Precambriano e delle alternanze di mwbvustrati sedimentari, principalmente marini, ma anche di mwbvybauxiti di origine vulcanica, del periodo che va dalla metà del Paleozoico al mwbvcCretaceo superiore. Queste rocce autoctone hanno subito intrusioni di granitoidi del mwbvgPaleogene e del mwbvkNeogene che potrebbero aver favorito un metamorfismo localecite-ref-ges-19-22[19]. La regione dei mwbv4monti di Rušan e del passo di Pereval Pshart è costituita da strati mwbv8terrigeni del Paleozoico superiore, inclinati e dislocati verso il nord. Essi contengono mwbwadiabase e mwbwespilite, ma anche intrusioni di granitoidi risalenti al periodo compreso tra Giurassico ed Eocene, correlate all'orogenesi alpina. La regione è geologicamente simile alla parte sud-orientale del massiccio, un vasto e complesso mwbwisinclinorio, anch'esso composto da spessi depositi marini terrigeni e da inclusioni di granitoidi, a cui si aggiungono dei mwbwmflysch del Triassico e del Giurassico e delle arenarie, dei conglomerati e dei mwbwqtufi del periodo che va dal mwbwuCretaceo al Miocenecite-ref-ges-19-23[19]cite-ref-martina-48-5[48]cite-ref-zanchi250-51-1[51]cite-ref-bensh-57-1[57]. Infine, la parte sud-occidentale del massiccio, isolata dalla faglia di Hunt-Aličur, è costituita da scisti, mwbxygneiss e marmi del Precambriano che sono stati poco interessati dalle fasi orogeniche successive, con l'eccezione, ancora una volta, di inclusioni di granitoidi del Cretaceo e del periodo compreso tra Oligocene e Neogenecite-ref-ges-19-24[19]cite-ref-martina-48-6[48].

L'emissione di mwbyymagma in superficie e il metamorfismo hanno favorito la comparsa di mwbyccristalli, mwbygmetalli rari, mwbykmercurio, mwbyoboro, mwbysfluorite, mwbywcalcite, mwby0lazurite, mwby4spinello e mwby8orocite-ref-ges-19-25[19]cite-ref-ives36-59-0[59]. Scoperta nel mwbzg1876 in forma non mwbzkgemmifera sul mwbzoVesuvio da mwbzsAlfred Des Cloizeauxcite-ref-60[60], la mwbaaclinohumite fu scoperta qui in depositi sfruttabili per la prima volta nel mwbae1983cite-ref-dulyon-61-0[61], fino alla scoperta nel mwbay2000 di un secondo giacimento nel mwbacdistretto dolgano-nenec del Tajmyr in mwbagSiberiacite-ref-62[62]cite-ref-63[63] e nel mwbbe2005 di un terzo sui monti Mahenge in mwbbmTanzaniacite-ref-dulyon-61-1[61]cite-ref-64[64].

La formazione dei mwbcipamiri, nella parte occidentale del massiccio, ebbe inizio nel Miocene sotto un regime mwbcmcontinentale e per effetto dell'mwbcqerosione fluviale, partendo dal margine e poi estendendosi verso est. Di conseguenza, le valli sono fortemente incassate ad ovest, meno profonde al centro del Pamir e praticamente assenti nella parte orientalecite-ref-ges-19-26[19]. Il Pamir si è innalzato ad un ritmo medio di 2,5-3 millimetri all'anno nel corso degli ultimi milioni di annicite-ref-65[65]. Questa dinamica continua tuttora con valori che raggiungono i 15 millimetri all'anno sulla mwbc0catena di Pietro il Grandecite-ref-ives90-53-1[53]. Talvolta questa viene indicata come la zona più mwbdisismica al mondo, dove sono stati registrati due terremoti di magnitudine superiore a 7 nella prima metà del mwbdmXX secolo, a Sarez nel 1911 e a Khait nel 1949, entrambi accompagnati da grandi mwbdyfranecite-ref-66[66]cite-ref-zanchi278-67-0[67].

Clima

La parte occidentale del Pamir è sottoposta ad un mwbeeclima continentale, con estati temperate e secche e inverni lunghi e freddi. La parte orientale è invece caratterizzata da un clima arido, con un tasso di umidità talvolta inferiore al 10%, o talvolta glaciale, soggetta a un intenso soleggiamento e spazzata da venti violenticite-ref-orexca-2-4[2]cite-ref-ges-19-27[19]cite-ref-pamir-adventure-20-1[20]cite-ref-pa1014-68-0[68]cite-ref-mani235-69-0[69]. La regione del Pamir è situata nella mwbfyzona subtropicale; durante l'estate, nei cieli sovrastanti, si trovano mwbfcmasse d'aria mwbfgtropicalicite-ref-ges-19-28[19], mentre a partire da ottobre inizia a formarsi una mwbf0depressione sulla parte occidentale del massiccio, che dura fino ad aprile e apporta precipitazioni sulle regioni pedemontane occidentalicite-ref-ives44-16-9[16] e trattiene le masse d'aria fredda ad estcite-ref-ges-19-29[19].

In tutto il massiccio, le temperature medie annue variano tra 0 e -8mwbg0 °C e quelle estive tra 2 e 10mwbg4 °Ccite-ref-pa1014-68-1[68]. Ad est in particolare, la temperatura media di gennaio è di -17,8mwbhm °C a 3600 metri di altitudine e scende frequentemente fino a -50mwbhq °C in invernocite-ref-ges-19-30[19]. Presso il lago Bulun-Kul, a 4000 metri di quota, è stata registrata una temperatura di -63mwbhk °C, un record nazionale per il mwbhoTagikistancite-ref-orexca-2-5[2]cite-ref-pamir-adventure-20-2[20]cite-ref-whc-39-1[39]. Di conseguenza, è presente uno strato di mwbicpermafrost nelle valli del fiume mwbigMurghab od Oksu e nella depressione del mwbiklago Karakul', dove può raggiungere uno spessore compreso tra 80 centimetri e un metrocite-ref-ges-19-31[19]cite-ref-70[70]. In estate, l'escursione termica è talvolta superiore a 25mwbji °C, con gelate notturnecite-ref-orexca-2-6[2]cite-ref-pamir-adventure-20-3[20]cite-ref-mani234-71-0[71] e temperature che di giorno superano raramente i 20mwbj8 °C. La temperatura media di luglio è di 13,9mwbka °C a 3640 metri di altitudine e di appena 8,2mwbke °C intorno al lago Karakul' a 3960 metricite-ref-ges-19-32[19]cite-ref-mani234-71-1[71]. I record di escursione termica nell'arco di 24 ore raggiungono i 60mwbko °Ccite-ref-pa1014-68-2[68]. Ad ovest, a 2160 metri di altitudine, la temperatura media è di -7,4mwbk8 °C a gennaio e di 22,5mwbla °C a lugliocite-ref-ges-19-33[19]cite-ref-mani234-71-2[71]. Le temperature sono superiori a 5mwblk °C per 223 giorni a mwbloChoruǧ e per soli 140 giorni a mwblsMurghobcite-ref-ges-19-34[19].

La parte occidentale del massiccio riceve generalmente da 90 a 260 millimetri di precipitazioni all'anno, con un picco in marzo e aprile e un minimo in estate, mentre questi valori sono compresi tra 60 e 120 millimetri nella parte orientale, con un massimo leggermente influenzato dal mwbmemonsone in maggio e giugno e un minimo in agostocite-ref-ges-19-35[19]cite-ref-pa1014-68-3[68]. Pertanto, tra luglio e settembre, il lago Kara-Kul riceve in media 4,8 millimetri di precipitazionicite-ref-mani235-69-1[69]. Nella regione periferica del massiccio, mwbm4Garm, lungo il corso medio del mwbm8Vachš, a 1800 metri di altitudine a nord della mwbnacatena di Pietro il Grande, riceve 700 millimetri di pioggia all'anno, mentre a circa 3000 metri di altitudine le precipitazioni possono raggiungere localmente i 1000 millimetri nell'ovest del Pamir. Queste si traducono sulle cime dei monti in importanti quantità di neve, tanto che la mwbnestazione meteorologica permanente del mwbnighiacciaio Fedčenko, a 4169 metri di altitudine, registra frequentemente cumuli di neve spessi venticinque metricite-ref-ives44-16-10[16]cite-ref-ges-19-36[19]. Per questo motivo, e grazie ai numerosi giorni di nebbia o di nuvole basse che limitano la mwbnssublimazione della neve, il mwbnwlimite delle nevi eterne, situato ad esempio a 4800 metri di altitudine nelle zone pedemontane occidentali e a 5500 metri nella mwbn0catena dell'Accademia delle Scienze, è il più elevato al mondocite-ref-ives44-16-11[16]. Vladimir Ratzek riferisce di aver visto una mwboivalanga vaporizzarsi prima ancora di cadere a terra e, dopo una forte nevicata, un suolo diventare nuovamente asciutto per sublimazione in appena due ore in seguito alla ricomparsa del solecite-ref-72[72].

Flora e fauna

Il massiccio, situato in mwbokAsia centralecite-ref-ges-19-37[19], fa parte dell'mwbo4ecozona paleartica e costituisce una distinta mwbo8ecoregione, denominata «mwbpatundra e deserto d'altitudine del Pamir», appartenente al mwbpebioma delle mwbpipraterie e boscaglie di montagnacite-ref-pa1014-68-4[68]. Malgrado le condizioni climatiche estreme, il massiccio ospita una fauna variegata, mentre la flora è più poveracite-ref-bliss30-31-73-0[73].

Flora

Le precipitazioni annue consentono lo sviluppo di prati, ma non di albericite-ref-orexca-2-7[2]. Una cintura forestale è presente quasi esclusivamente nella zona pedemontana occidentale del massiccio, sul versante ovest delle montagne, tra 1500 e 2800 metri di altitudine. Essa è costituita da mwbquaceri, mwbqynoci, mwbqcsusini e mwbqgmeli selvatici, mwbqkginepri, mwbqorododendri e mwbqsbetulle; nessun mwbqwpino o mwbq0abete rosso è presente allo stato spontaneocite-ref-ives44-16-12[16]. Lungo i fiumi, mwbrisalici, mwbrmalaterni, mwbrqpioppi, betulle e mwbrubiancospini formano dei boschetti (noti localmente come mwbrytugai)cite-ref-ges-19-38[19]. Il mwbrspiano alpino si incontra tra 2700 e 3500 metri; esso, pur presentando alcuni arbusti sparsi, spesso sotto forma nana, specialmente ginepri della specie mwbrwJuniperus pseudosabina che resistono bene all'altitudine, è dominato dai prati alpinicite-ref-ges-19-39[19]cite-ref-74[74]. Vi si trovano mwbsySaponaria griffithiana, mwbsgArabis kokanika, mwbsoChristolea pamirica, mwbswDidymophysa fedtschenkoana, mwbs4Rosularia radicosa, mwbtaAstragalus ophiocarpus, mwbtiBraya scharnhorstii, mwbtqOxytropis bella, mwbtyAstragalus alitschuri, mwbtgRhamnus minuta, mwbtoHackelia testimudi o mwbtsCousinia ravacite-ref-pa1014-68-5[68]. Esso lascia il posto, fino a 4400 metri di altitudine, al mwbuepiano alpino e alle sue erbe rase con prevalenza di mwbuifestuche e specie del genere mwbummwbuqStipacite-ref-ives44-16-13[16]cite-ref-ges-19-40[19]. Per sopravvivere al di sopra dei 3800 metri, le piante devono possedere delle capacità mwbu0psicrofilecite-ref-ges-19-41[19]. Oltre i 4500 metri si trova il mwbvipiano nivale, con vegetazione nana scarsa o addirittura assentecite-ref-ges-19-42[19].

Nella parte orientale del massiccio, il paesaggio dominante è desertico e roccioso. Alle altitudini più basse si sviluppano delle mwbvgspecie alofile come la salicornia (mwbvkmwbvoSalicornia)cite-ref-pa1014-68-6[68], mwbv8Saussurea salsa e mwbwePolygonum sibiricumcite-ref-mani242-75-0[75]. Nelle rare vallate umide, le mwbwcciperacee, le mwbwgscrofulariacee e le mwbwkrosacee formano dei praticite-ref-ges-19-43[19]cite-ref-mani242-75-1[75]. Nelle mwbxisteppe aperte intermedie, la flora è generalmente costituita da mwbxmpiante succulente e da mwbxqpiante a cuscino dei mwbxugeneri mwbxymwbxcAcantholimon e mwbxgOxytropis; il tanaceto comune (mwbxomwbxsTanacetum vulgare) è anch'esso presente, proprio come l'assenzio (mwbxwmwbx0Artemisia absinthium), l'astragalo (mwbx4mwbx8Astragalus) e l'aglio (mwbyamwbyeAllium)cite-ref-ges-19-44[19]cite-ref-pa1014-68-7[68]. Alcune mwbyospecie di mwbysiris e di mwbywfienarola crescono nelle steppe di erbe rase di altitudinecite-ref-ges-19-45[19]. Le altre piante presenti in questa parte del massiccio sono di influenza mwbzetibetana: mwbziKrascheninnikovia ceratoides, mwbzqEurotia prostrata, mwbzyAcantholimon diapensioides, mwbzgTanacetum gracile, mwbzoT. xylorhizum, mwbzsT. tibeticum, mwbz0Carex pseudofoetida, mwbz8mwb0aKobresia sp., mwb0eJuncus thomsonii, mwb0mThylacospermum caespitosum, mwb0uChristolea crassifolia, mwb0cOxytropis chiliophylla, mwb0kNepeta longibracteata, mwb0sDracocephalum heterophyllum e mwb00Pedicularis cheilanthifoliacite-ref-pa1014-68-8[68].

Alcuni laghi ospitano macrofite - mwb1umwb1yPotamogeton, mwb1cChara, mwb1kmwb1oCeratophyllum, mwb1smwb1wMyriophyllumcite-ref-petr179-37-6[37] - e mwb2ediatomeecite-ref-petr180-76-0[76].

Fauna

Tra i mwb2gmammiferi ricordiamo lo stambecco siberiano (mwb2kmwb2oCapra sibirica), noto localmente come mwb2syanghir, il lupo (mwb2wmwb20Canis lupus), la volpe rossa (mwb24mwb28Vulpes vulpes), la lince (mwb3amwb3eLynx lynx), il gatto di Pallas (mwb3imwb3mOtocolobus manul), la faina (mwb3qmwb3uMartes foina), la donnola di montagna (mwb3ymwb3cMustela altaica), l'ermellino (mwb3gmwb3kM. erminea), la lepre di Tolai (mwb3omwb3sLepus tolai), l'orso isabellino (mwb3wmwb30Ursus arctos isabellinus), il markhor (mwb34mwb38Capra falconeri), noto localmente come mwb4akiik, e il leopardo delle nevi (mwb4emwb4iPanthera uncia) nella parte occidentale e la marmotta dalla coda lunga (mwb4mmwb4qMarmota caudata), la lepre lanosa (mwb4umwb4yLepus oiostolus), il pika orecchiuto (mwb4cmwb4gOchotona macrotis), lo yak (mwb4kmwb4oBos grunniens), l'argali di Marco Polo (mwb4smwb4wOvis ammon polii, mwb40sottospecie mwb44endemica del Pamir), noto localmente come mwb48ar-khar, nella parte orientale. Il leopardo delle nevi e l'argali di Marco Polo sono in pericolo di estinzionecite-ref-orexca-2-8[2]cite-ref-ives44-16-14[16]cite-ref-ges-19-46[19]cite-ref-pamir-adventure-20-4[20]cite-ref-pa1014-68-9[68]cite-ref-shoumatoff101-77-0[77]. Tra gli altri mwb6gmammiferi carnivori presenti figurano lo sciacallo dorato (mwb6kmwb6oCanis aureus), il cuon (mwb6smwb6wCuon alpinus), la volpe delle steppe (mwb60mwb64Vulpes corsac), il gatto selvatico (mwb68mwb7aFelis silvestris), la lontra europea (mwb7emwb7iLutra lutra), il tasso europeo (mwb7mmwb7qMeles meles), la puzzola delle steppe (mwb7umwb7yM. eversmanii), la donnola (mwb7cmwb7gM. nivalis), la donnola siberiana (mwb7kmwb7oM. sibirica), la puzzola marmorizzata (mwb7smwb7wVormela peregusna) e l'orso dal collare (mwb70mwb74Ursus thibetanus)cite-ref-wwf-78-0[78]. Il cinghiale (mwb8mmwb8qSus scrofa), il cervo nobile (mwb8umwb8yCervus elaphus), il capriolo siberiano (mwb8cmwb8gCapreolus pygargus), la gazzella gozzuta (mwb8kmwb8oGazella subgutturosa), il bharal (mwb8smwb8wPseudois nayaur) e il kiang (mwb80mwb84Equus kiang) completano la fauna dei grandi mammifericite-ref-wwf-78-1[78]. Gli mwb9minsettivori sono rappresentati dal riccio dalle orecchie lunghe (mwb9qmwb9uHemiechinus auritus), dal riccio di Brandt (mwb9ymwb9cParaechinus hypomelas), dalla crocidura grigio-pallida (mwb9gCrocidura pergrisea), dalla crocidura scura (mwb9oC. pullata), dalla crocidura minore (mwb9wmwb90C. suaveolens), dal mustiolo (mwb94mwb98Suncus etruscus), da una specie endemica di toporagno dai denti lunghi (mwb-aSorex buchariensis), dal toporagno nano (mwb-imwb-mS. minutus) e dal toporagno dalla testa piatta (mwb-qS. planiceps)cite-ref-wwf-78-2[78]. Sono stati censiti anche numerosi mwb-oroditori: la marmotta dell'Himalaya (mwb-smwb-wMarmota himalayana), il citello relitto (mwb-0mwb-4Spermophilus relictus), il gerboa della Siberia (mwb-8Allactaga sibirica), il salpingoto di Kozlov (mwb-eSalpingotus kozlovi), il gerboa dai piedi rugosi (mwb-mmwb-qDipus sagitta), l'arvicola di montagna argentata (mwb-uAlticola argentatus), l'arvicola di Buchara (mwb-cBlanfordimys bucharicus), il ratto-talpa dei monti Alaj (mwb-kEllobius alaicus), l'endemico ratto-talpa di Zaysan (mwb-sE. tancrei), l'arvicola dalla testa stretta (mwb-0mwb-4Microtus gregalis), l'arvicola del Kirghizistan (mwb-8M. kirgisorum), l'arvicola dei ginepri (mwcaeNeodon juldaschi), il cricetulo migratorio (mwcamCricetulus migratorius), il merione libico (mwcauMeriones libycus), il merione del Mezzogiorno (mwcacM. meridianus), il topo selvatico pigmeo (mwcakmwcaoApodemus uralensis), il topo selvatico dell'Himalaya (mwcasmwcawA. pallipes), la nesokia a coda corta (mwca0mwca4Nesokia indica), il ratto del Turkestan (mwca8mwcbaRattus pyctoris), il driomio (mwcbemwcbiDryomys nitedula) e l'istrice indiano (mwcbmmwcbqHystrix indica)cite-ref-wwf-78-3[78]. Ad essi si aggiungono altre tre specie di mwcbklagomorfi, vale a dire il pika di Royle (mwcbomwcbsOchotona roylei), il pika rosso (mwcbwmwcb0O. rutila) e la lepre del deserto (mwcb4mwcb8Lepus tibetanus)cite-ref-wwf-78-4[78]. Infine, i mwccqpipistrelli sono un ordine ben rappresentato al quale appartengono il ferro di cavallo maggiore (mwccumwccyRhinolophus ferrumequinum), il ferro di cavallo minore (mwcccmwccgR. hipposideros), l'orecchione di Hemprich (mwcckmwccoOtonycteris hemprichii), il barbastello orientale (mwccsmwccwBarbastella leucomelas), il serotino di Turchia (mwcc0mwcc4Eptesicus bottae), il serotino comune (mwcc8mwcdaE. serotinus), il vespertilio del Nepal (mwcdemwcdiMyotis nipalensis), il vespertilio minore meridionale (mwcdmmwcdqM. oxygnathus), il vespertilio minore (mwcdumwcdyM. blythii), il vespertilio smarginato (mwcdcmwcdgM. emarginatus), il vespertilio fraterno (mwcdkmwcdoM. frater), il vespertilio mustacchino (mwcdsmwcdwM. mystacinus), la nottola comune (mwcd0mwcd4Nyctalus noctula), il pipistrello nano (mwcd8mwceaPipistrellus pipistrellus), il pipistrello di Savi (mwceemwceiHypsugo savii), l'orecchione comune (mwcemmwceqPlecotus auritus), l'orecchione meridionale (mwceumwceyP. austriacus), il serotino bicolore (mwcecmwcegVespertilio murinus), la murina di Hutton (mwcekmwceoMurina huttoni), il miniottero (mwcesmwcewMiniopterus schreibersii) e il molosso di Cestoni (mwce0mwce4Tadarida teniotis)cite-ref-wwf-78-5[78].

Tra gli mwch8uccelli sono presenti, nella parte orientale del massiccio, la starna tibetana (mwciaPerdix hodgsoniae), il sirratte tibetano (mwciimwcimSyrrhaptes tibetanus), il becco di ibis (mwciqmwciuIbidorhyncha struthersii), il corvo imperiale (mwciymwcicCorvus corax), l'allodola golagialla (mwcigEremophila alpestris) e il grifone dell'Himalaya (mwciomwcisGyps himalayensis)cite-ref-ges-19-47[19]; lungo le sponde dei laghi a quasi 4000 metri di altitudine, nidificano anche il gabbiano testabruna (mwcjamwcjeChroicocephalus brunnicephalus) e l'oca indiana (mwcjimwcjmAnser indicus), mentre il tetraogallo del Tibet (mwcjqmwcjuTetraogallus tibetanus) preferisce i versanti rocciosicite-ref-pa1014-68-10[68]; la taccola (mwcjomwcjsColoeus monedula) e il fringuello alpino europeo (mwcjwmwcj0Montifringilla nivalis) sono stati segnalati fino a 6000 metri di altitudinecite-ref-shoumatoff101-77-1[77]. Nella parte occidentale sono presenti il rigogolo indiano (mwckiOriolus kundoo), il tetraogallo dell'Himalaya (mwckqmwckuTetraogallus himalayensis), la coturnice (mwckymwckcAlectoris graeca), l'averla bruna (mwckgmwckkLanius cristatus) e il pigliamosche del paradiso asiatico (mwckoTerpsiphone paradisi)cite-ref-ges-19-48[19]. Il mwclaWWF ha censito in tutto 220 specie di uccelli; tra le più mwclevulnerabili o minacciate, figurano la moretta tabaccata (mwclimwclmAythya nyroca), l'aquila di mare di Pallas (mwclqmwcluHaliaeetus leucoryphus), l'avvoltoio monaco (mwclymwclcAegypius monachus), il sacro (mwclgmwclkFalco cherrug), la gallina prataiola (mwclomwclsTetrax tetrax), l'otarda (mwclwmwcl0Otis tarda), la colombella orientale (mwcl4mwcl8Columba eversmanni), la ghiandaia marina europea (mwcmamwcmeCoracias garrulus), il podoce di Biddulph (mwcmimwcmmPodoces biddulphi) e la locustella beccolungo (mwcmqLocustella major)cite-ref-wwf-78-6[78].

Sono state identificate numerose specie di mwcpyrettili, tutte appartenenti all'mwcpcordine degli mwcpgsquamati, vale a dire mwcpkParalaudakia himalayana, mwcpsHemorrhois ravergieri, mwcp0mwcp4Elaphe dione, mwcp8mwcqaNatrix tessellata o colubro tassellato, mwcqemwcqiNaja oxiana, mwcqmEremias nikolskii, mwcquAblepharus deserti, mwcqcAsymblepharus alaicus, mwcqkA. ladacensis, mwcqsmwcqwGloydius intermedius, mwcq0mwcq4G. halys o ancora mwcq8mwcraMacrovipera lebetinacite-ref-wwf-78-7[78].

Negli ambienti umidi si incontrano alcuni mwcryanfibi, rappresentati da mwcrcBufotes oblongus, mwcrkmwcroB. viridis, meglio conosciuto con il nome comune di rospo smeraldino, e mwcrsHynobius turkestanicuscite-ref-wwf-78-8[78]. Le sole specie di mwcsepesci, presenti nei fiumi della parte occidentale del massiccio e nei laghi, sono mwcsiTriplophysa stolickai, mwcsqT. lacusnigri, endemica del mwcsylago Karakul', mwcscSchizothorax curvifrons, mwcskSchizopygopsis stoliczkai e le specie alloctone mwcssmwcswCoregonus peled e mwcs0mwcs4Carassius gibelio, introdotte nel mwcs81967cite-ref-ges-19-49[19]cite-ref-petr180-76-1[76]. Quest'ultimo si nutre in particolare di mwctgmolluschi e mwctkcrostacei, nonché delle larve dei mwctochironomidi che popolano gli specchi d'acquacite-ref-petr180-76-2[76]. I mwct8cladoceri rappresentano lo mwcuazooplanctoncite-ref-petr179-37-7[37].

Delle mwcuyfarfalle non identificate sono state avvistate al di sopra dei 5700 metri di altitudine sul ghiacciaio Vitkovsky, tributario del mwcucghiacciaio Fedčenkocite-ref-shoumatoff101-77-2[77]. D'altro canto, la presenza di mwcuwParnassius autocrator, mwcu4P. charltonius, mwcvaP. staudingeri, mwcviP. kiritshenkoi, mwcvqP. simo, mwcvyP. simonius, mwcvgP. jacquemontii, mwcvoP. actius, mwcvwC. wiskotti, mwcv4C. marcopolo, mwcwaC. eogene, mwcwiC. cocandica, mwcwqmwcwuSphingidae sp., mwcwymwcwcSatyrinae sp., mwcwgmwcwkNymphalidae sp., mwcwomwcwsLycaenidae sp. ed mwcwwmwcw0Hesperiidae sp. è stata attestata nelle parti settentrionale e orientale del massicciocite-ref-shoumatoff101-77-3[77]cite-ref-79[79]. mwcxyAphodius nigrivittis è una specie di mwcxgscarabeo stercorario presente nelle deiezioni degli yak. Tra gli altri mwcxkcoleotteri si trovano mwcxoBembidion pamirium, mwcxwB. pamiricolacite-ref-mani245-80-0[80]. mwcyiConophyma reinigi è una specie di mwcyqgrillo endemica degli mwcyualtopiani desertici; mwcyyConophyma birulai, mwcygSphingonotus caerulans, mwcyoSphingonotus rubescens, mwcywSphingonotus mecheriae e mwcy4Sphingonotus pamiricus sono altre specie di mwczaortotteri presenti nel Pamircite-ref-mani245-80-1[80]. mwczuAnechura fedtshenkoi e mwczcAnechura bipunctata sono due specie di mwczkdermattericite-ref-mani245-80-2[80]. mwcz4Odontoscelis fuliginosa, mwcaaCarpocoris fuscispinus, mwcaiMimula maureri, mwcaqMimula nigrita, mwcayCorizus limbatus, mwcagSpilostethus rubriceps, mwcaoGonionotus marginepunctatus, mwcawGeocoris arenarius, mwca4Microplax interrupta, mwcbaEmblethis verbasci, mwcbiStenodema turanicum, mwcbqChiloxanthus poloi, mwcbySaldula orthochila rappresentano gli mwcbgeterottericite-ref-mani245-80-3[80]. Infine, vivono qui una grande quantità di mwcb0imenotteri e di mwcb4dittericite-ref-mani245-80-4[80]. La superficie dei ghiacciai ospita anche dei ragni neri la cui specie non è stata ancora descrittacite-ref-shoumatoff101-77-4[77].

Popolazione

Il nord del Pamir, così come il mwcc0Tien Shan, è popolato dai mwcc4Kirghisicite-ref-shoumatoff7-81-0[81], un mwcdmgruppo etnico di mwcdqlingua turcacite-ref-shoumatoff77-82-0[82], nonché, nella parte sud-occidentale del massiccio, da alcuni gruppi di mwcdknomadicite-ref-ives44-16-15[16]cite-ref-ethniccentralasia-83-0[83]cite-ref-ethnictajikistan-84-0[84]. Questi ultimi si distinguono dai Kirghisi di pianura denominandosi mwceyBurut, mwcecKara-Kirghiz o mwcegDikokamenni Kirghizcite-ref-85[85]. I membri di queste tribù sono mwce0allevatori di mwce4yak, mwce8pecore e mwcfacaprecite-ref-brower171-86-0[86].

I mwcfyTagiki, che parlano una lingua molto prossima al mwcfcpersianocite-ref-shoumatoff77-82-1[82]cite-ref-wixman154-87-0[87], occupano prevalentemente i piccoli villaggi sparsi chiamati mwcgakishlak delle vallate della parte occidentale del Pamircite-ref-ives44-16-16[16]cite-ref-ethniccentralasia-83-1[83]cite-ref-ethnictajikistan-84-1[84], mentre i Russi sono presenti solamente nell'agglomerato di mwcg0Choruǧcite-ref-ethnictajikistan-84-2[84], che sorge a 2200 metri di altitudine nella valle del mwchiPjandž, che costituisce, fino a Rushon, la regione più densamente abitata del massicciocite-ref-ives44-16-17[16]. Questi Tagiki di montagna hanno generalmente la pelle chiara e dichiarano di discendere dagli antichi guerrieri del mwchgRegno greco-battrianocite-ref-shoumatoff9-88-0[88]cite-ref-olson-89-0[89]. Anche se la maggior parte dei Tagiki è mwciemusulmana mwciisunnita, gli abitanti del Pamir sono essenzialmente mwcimsciiti mwciqismailiti di credo mwciunizarita che riconoscono come mwciyimam l'mwcicAga Khancite-ref-shoumatoff9-88-1[88]cite-ref-olson-89-1[89]cite-ref-brower192-90-0[90]. Sulle montagne sopravvivono tuttora comunità isolate di mwcjqzoroastrianicite-ref-brower192-90-1[90]. I Tagiki del Pamir si suddividono in sei gruppi distinti ma simili dal punto di vista culturale: gli Shugnani, i Rushani, i Bartangi, gli Yazgoul, gli Ishkashimi e i Wakhicite-ref-wixman154-87-1[87]. Ogni vallata possiede il suo proprio dialettocite-ref-shoumatoff9-88-2[88]: gli Shugnani, i Rushani e i Bartangi, ai quali si aggiungono anche i Sarikoli dello mwckixian autonomo tagico di Taxkorgan, sono gli unici a parlare dei dialetti tra loro comprensibili. Lo shugnani è pertanto utilizzato come mwckmlingua franca, nonostante siano stati effettuati, senza successo, dei tentativi di normalizzazione sulla base dell'mwckqalfabeto latino tra gli mwckuanni '20 e mwcky'30cite-ref-wixman154-87-2[87]. Da quando queste lingue sono state ufficialmente riconosciute, nel mwcks1989, è in corso un'opera di trascrizione in mwckwalfabeto cirillicocite-ref-brenzinger-91-0[91]. Nel frattempo, il mwcletagico standard delle pianure è quindi impiegato come lingua letterariacite-ref-wixman154-87-3[87]cite-ref-shoumatoff9-88-3[88]. Intorno alla metà del mwcloXX secolo, furono censite circa 40.000 persone che parlavano una lingua del Pamircite-ref-wixman154-87-4[87], una cifra che salì a quasi 100.000 all'inizio degli mwcl8anni '90cite-ref-olson-89-2[89]. Escluso lo shugnani, la situazione dei dialetti del Pamir, alcuni dei quali parlati da appena 1000 persone, è considerata vulnerabilecite-ref-brenzinger-91-1[91]. Inoltre la parte occidentale del massiccio, soprattutto il mwcmgrajon di Darvoz, è abitata anche dai Tagiki di montagna, culturalmente simili a quelli del Pamir ma simili, per religione e lingua, a quelli di pianuracite-ref-92[92].

Il mwcnipioppo viene utilizzato sia nelle costruzioni che come legna da arderecite-ref-brower173-93-0[93]. La tipica abitazione del Pamir, chiamata localmente mwcncchid, è un perno fondamentale della cultura del popolo di questa regione. Essa comprende degli elementi mwcngindo-ariani, soprattutto mwcnkzoroastriani. La sua architettura si basa su un simbolismo vecchio di 2500 anni. Le pareti sono fatte di pietra e mwcnomalta; il tetto è piano e può essere usato per mettere a seccare la legna e le derrate alimentari. L'interno è suddiviso in due stanze, una piccola per mangiare in estate e riposarsi e dalla quale si accede ad una seconda, più grande, disposta su tre livelli corrispondenti ai tre regni della natura (minerale, vegetale, animale) e ai tre livelli di pensiero (inanimato, vegetativo e mwcnscognitivo). Essa è sorretta da cinque mwcnwpilastri di legno corrispondenti ai mwcn0cinque pilastri dell'islam e ai cinque membri della famiglia di mwcn4ʿAlī, collegati per mwcn8sincretismo a cinque dei e dee zoroastriani. Due mwcoatravi che collegano due paia di pilastri simboleggiano i mondi materiale e spirituale. Sono presenti anche numerosi altri gruppi di travi, tra cui sei attorno al focolare che rappresentano i sei mwcoeprofeti dell'islam o le sei direzioni dell'universo zoroastriano, e altri sette che indicano i primi sette imam o i sette principali astri conosciuti (il mwcoiSole, la mwcomLuna, mwcoqMercurio, mwcouVenere, mwcoyMarte, mwcocGiove, mwcogSaturno) o anche i sette mwcokAmeša Spenta. Sul soffitto, un mwcoooculo costituito da quattro quadrati di legno concentrici sovrapposti lascia entrare la luce del giorno e simboleggia i mwcosquattro elementi. La colorazione dell'interno combina il rosso e il bianco, rispettivamente fonti di vita e di benesserecite-ref-94[94].

L'mwcpeartigianato, in particolare la mwcpitessitura, svolge un ruolo importante nella cultura locale, così come la danza e la musica tradizionali, suonate con mwcpmtanbur, mwcpqrubab, setor e mwcpydafcite-ref-95[95]. Il mwcpsbuzkashi viene ancora praticato nel distretto di mwcpwMurghobcite-ref-96[96]. I Wakhi, che si chiamano tra loro mwcqexikcite-ref-brower173-93-1[93], praticano la coltivazione dei mwcqycereali e vivono tra 2200 e 3500 metri di altitudinecite-ref-brower171-86-1[86].

Il Pamir è attraversato da molte delle strade carrozzabili più elevate del mondo. Tra queste figura la mwcristrada del Karakorum, tra la mwcrmprovincia di mwcrqKhyber Pakhtunkhwa in mwcruPakistan e la mwcryCina, che culmina nel mwcrcpasso di Khunjerab a 4693 metri di altitudine. La seconda è la mwcrgstrada M41, una cui sezione è soprannominata mwcrkPamir Highway (mwcroPamirskii Trakt o «strada del Pamir») o anche «strada della droga», nonostante nel mwcrs1998 sia stata aperta anche agli stranieri e i controlli siano divenuti più frequenticite-ref-beaumont368-97-0[97]. Questa sezione collega mwcsaDušanbe in mwcseTagikistan a mwcsi in mwcsmKirghizistan e attraversa la regione autonoma del mwcsqGorno-Badakhshan culminando nel passo Akbaital a 4655 metri di altitudine. Quest'ultima costituisce il principale itinerario di approvvigionamento della regione. Essa alterna tra mwcsyMurghob e Choruǧ tratti mwcscasfaltati in pessimo stato e piste in condizioni relativamente buonecite-ref-bliss7-98-0[98]. A partire da questa, l'accesso al nord discendendo il corso del mwcswPjandž e a sud lasciando la M41 verso Ishkashim avviene attraverso una stretta strada rinforzata. Le vallate dello Yazgulyam, del Vanj e dello Šachdara sono accessibili solamente attraverso strade in pessimo statocite-ref-bliss7-98-1[98]. Il mwctqpasso Kulma a 4362 metri di altitudine, sui mwctumonti Sarykol lungo il mwctyconfine tra la Cina e il Tagikistan, è stato riaperto nel maggio mwctc2004 e consente di collegare la strada del Karakorum alla M41 la seconda metà di ogni mese da maggio a novembre.

Storia

Popolamento e apertura al mondo

Quasi cinquanta siti risalenti all'mwcumetà della pietra sono stati scoperti nella parte orientale del massicciocite-ref-99[99]. Inoltre, in tutto il Pamir sono stati censiti più di 10.000 mwcugpetroglifi e mwcukpittogrammi, alcuni dei quali risalenti al mwcuoPaleolitico superiore, raffiguranti essenzialmente simboli, poemi religiosi e animalicite-ref-100[100]. Tracce di mwcu8carbone di legna indicanti la presenza di un focolare sono state datate scientificamente a 9500 anni facite-ref-shoumatoff105-101-0[101]. Alcune rappresentazioni parietali del mwcvqNeolitico, riconosciute come le più elevate al mondo, sono state scoperte in una grotta a sud di mwcvuMurghob, a 4000 metri di altitudinecite-ref-shoumatoff105-101-1[101]. D'altro canto, diversamente che nel mwcvoTien Shan, non è stata rinvenuta alcuna ceramica risalente a questo periodocite-ref-bliss51-102-0[102]. Nella valle dell'mwcv8Aksu sono stati portati alla luce dei mwcwakurgan che sono stati attribuiti ai mwcweSaci, ma la cui datazione rimane tuttora oggetto di discussionecite-ref-bliss52-103-0[103]. Infine, sono stati rinvenuti resti mwcwyarcheologici di tombe coperte da tronchi di legno negli altopiani della parte orientale del massicciocite-ref-104[104].

Frammenti di mwcwwlapislazzuli proveniente dal Pamir erano presenti presso i mwcw0Sumeri in mwcw4Mesopotamia e ad mwcw8Harappa nel III millennio a.C.cite-ref-ives36-59-1[59], mentre più tardi, nel I millennio a.C.cite-ref-bliss2-105-0[105], le mwcxgcarovane ne trasportavano blocchi destinati ai mwcxkfaraoni mwcxoegizianicite-ref-pamir-adventure-20-5[20]cite-ref-ives36-59-2[59]. Successivamente, per quasi 2000 anni, questa pietra preziosa figurava tra le merci trasportate lungo la mwcymvia della seta, oggi costellata dalle rovine di fortezze un tempo imponenti, ma i tratti di questa rotta commerciale che attraversavano il Pamir non erano che dei sentieri secondari e vertiginosicite-ref-pamir-adventure-20-6[20]cite-ref-pernot-106-0[106]cite-ref-107[107]. La mwczadinastia Han riuscì a mettere in collegamento l'mwczeAmu Darya con il mwcziSyr Darya attraverso il massiccio e dei monaci mwczmbuddisti cinesi - mwczqFǎxiǎn verso il 400 e mwczuXuánzàng nella prima metà del mwczyVII secolo - attraversarono il Pamir durante i loro viaggi in direzione dell'Indiacite-ref-108[108]. Nonostante le sue alte montagne e la sua aridità, il massiccio era quindi considerato una zona di passaggio relativamente facile rispetto agli altri gruppi montuosi circostanticite-ref-bliss21-109-0[109].

Né i mwc0are greco-battriani tra il mwc0eIII e il mwc0iII secolo a.C., né i sovrani delle dinastie mwc0mHan e mwc0qTang, come neppure gli islamici nella loro mwc0uespansione sotto la dinastia degli mwc0yOmayyadi tra il mwc0cVII e l'mwc0gVIII secolo, i mwc0kTibetani nell'mwc0oVIII secolo o i mwc0sMongoli al comando di mwc0wGengis Khan agli inizi del mwc00XIII secolo riuscirono a insediarsi stabilmente nel Pamircite-ref-bliss1-110-0[110]. Solamente i discendenti dell'mwc1iimpero achemenide mwc1mpersiano, i mwc1qTagiki della mwc1uBattriana e della mwc1ySogdiana, il cui nome significa «popolo sedentarizzato», hanno popolato la regione a partire dal mwc1cII secolo, pur subendo diverse influenze successivecite-ref-olson-89-3[89]cite-ref-111[111].

Le prime testimonianze dirette sulla storia della regione sono opera dell'esploratore mwc2eveneziano mwc2iMarco Polo, che attraversò queste montagne nel mwc2m1273-mwc2q1274 in occasione del suo viaggio verso il mwc2uCatai, nome con cui era nota all'epoca la mwc2yCina, passando probabilmente per la valle del Wakhan Darya e mwc2gKashgar, proprio come aveva fatto prima di lui Xuánzàng. Ne dette una descrizione scritta sommaria, ma unica per l'epoca, raccontando la difficoltà dei mwc2kvalichi da attraversare, i paesaggi e la geologia, il clima, la fauna, le produzioni agricole, le popolazioni, le loro tradizioni e la loro religionecite-ref-pamir-adventure-20-7[20]cite-ref-bliss1-110-1[110]cite-ref-112[112]. Riferì anche dell'esistenza di depositi di mwc3yrubinicite-ref-ives36-59-3[59]. Egli scrisse:

«Il cammino porta per 12 giorni su di un altopiano che ha nome Pamer. Poiché per tutto questo tempo non si incontra nessuna abitazione, bisogna provvedersi prima di tutto il necessario. Tanto grande è l'altezza delle montagne che non vola alcun uccello presso le loro cime. Inoltre, per quanto possa parere straordinario, si sa per certo che, a causa della finezza dell'aria, i fuochi non danno lo stesso calore come nelle regioni più basse e non hanno neppure il medesimo effetto per la cottura dei cibi.»

(Marco Polocite-ref-pernot-106-1[106])

In seguito alla caduta dell'mwc4eImpero timuride, le rotte carovaniere divennero pericolose e nessun mwc4ieuropeo fece ritorno nella regione prima di mwc4mBento de Góis nel mwc4q1603, le cui testimonianze non aggiunsero nulla di nuovo alla conoscenza della regionecite-ref-bliss1-110-2[110]cite-ref-113[113].

I mwc44Kirghisi si abbatterono sul nord del massiccio intorno al mwc48XVI secolocite-ref-shoumatoff7-81-1[81]cite-ref-114[114], cosa che non riuscirono a fare i mwc5gMoghul provenienti da sudcite-ref-bliss1-110-3[110]. Anche quando nel mwc50XVIII e mwc54XIX secolo gli emiri di mwc58Bukhara e dell'mwc6aAfghanistan assunsero il controllo di una parte del Pamir, si trattava per lo più di una sorta di dipendenza nei confronti dei signori locali, ai quali venivano versati dei tributicite-ref-olson-89-4[89]cite-ref-bliss1-110-4[110].

Esplorazione e occupazione occidentale

Nel mwc7q1838, il tenente John Wood della mwc7ymwc7cBritish Indian Navy venne inviato alla ricerca delle sorgenti dell'mwc7gOxus. Risalì il mwc7kPjandž, quindi il suo affluente mwc7oPamir fino al mwc7slago Zorkul', ribattezzato in un primo momento lago Woodcite-ref-bliss1-110-5[110] poi lago Victoria fino al mwc8a1895cite-ref-curzon43-115-0[115]. Nel mwc8u1841, redasse un rapporto intitolato mwc8yViaggio alle sorgenti dell'Oxus che gli valse una medaglia della mwc8cmwc8gRoyal Geographical Societycite-ref-116[116]. Tuttavia, a parte la descrizione di qualche nuova scoperta geografica, il rapporto era di scarso interesse dal punto di vista della conoscenza delle popolazioni del massicciocite-ref-bliss1-110-6[110]. Tenuto conto della difficoltà di studiare il massiccio, Thomas George Montgomerie ebbe l'idea, nel mwc9i1863, di formare e utilizzare i servizi di autoctoni allo scopo di cartografare la regione nel corso del mwc9mmwc9qGreat Trigonometrical Surveycite-ref-117[117]. Il mwc9kgreco Panagiotis Potagos attraversò il massiccio nel mwc9o1870cite-ref-118[118]. Una seconda missione britannica, partita nel mwc981874 da Kashgar, studiò soprattutto i mwc-amonti del Sarykol, nelle vicinanze di mwc-eTaxkorgan. Negli mwc-ianni 1880-mwc-m1890, la conoscenza della regione si accrebbe ancora, grazie soprattutto ai lavori condotti indipendentemente da mwc-qFrancis Younghusband e mwc-uGeorge Curzon, che però furono allontanati regolarmente dai mwc-yRussicite-ref-119[119]cite-ref-baud17-120-0[120]. Partito da mwc-8, l'esploratore mwc-afrancese Gabriel Bonvalot, accompagnato dal pittore Albert Pépin che realizzò numerosi schizzi e dal mwc-inaturalista mwc-mlussemburghese Guillaume Capus, nonché dal russo Bronislav L. Grombtchevsky che lo distaccò, attraversò l'intero massiccio dai mwc-qmonti Alaj all'mwc-uHindu Kush nel mwc-y1887cite-ref-121[121]cite-ref-122[122]. Il suo connazionale Henri Dauvergne lo seguì l'anno successivo, raggiungendo a sua volta le sorgenti del Pjandžcite-ref-123[123]. I mwdaqDanesi, considerati neutrali dai Russi, furono autorizzati ad effettuare due spedizioni guidate da Ole Olufsen tra il mwday1896 e il mwdac1899. Le conoscenze che raccolsero furono tra le più importanti riguardanti le mwdagscienze naturali, mwdakumane e socialicite-ref-124[124].

Fino alla fine del mwdbcXIX secolo, il massiccio, apparentemente povero di risorse naturali e fino ad allora di scarso interesse mwdbggeostrategico, rimase un territorio poco ambitocite-ref-bliss1-110-7[110]. Fu solo verso il mwdb01870 che il Pamir e il mwdb4Karakoram si trasformarono in una zona di tensione tra l'mwdb8India britannica e l'mwdcaImpero russo in piena espansione nel corso di quello che è stato soprannominato il «mwdceGrande Gioco»cite-ref-bliss2-105-1[105]cite-ref-bonavia46-125-0[125]. I Russi inviarono delle missioni di ricognizione nelle parti settentrionale e centrale del massiccio, mentre le popolazioni della parte meridionale vennero soggiogate dalle autorità britannichecite-ref-baud17-120-1[120]cite-ref-bonavia46-125-1[125]. Queste ultime cercarono di persuadere la mwddidinastia Qing ad estendere il suo territorio verso ovest, con lo scopo di farlo confinare con l'mwddmAfghanistan, ma i Russi li precedettero e riuscirono ad occupare il massicciocite-ref-bonavia46-125-2[125]. I confini vennero fissati nel mwddg1895 a livello del mwddkCorridoio del Wakhan, come ipotizzato già nel mwddo1873cite-ref-bliss2-105-2[105]. L'Impero russo annetté i possedimenti dell'mwdd8emirato di Bukhara sul massiccio nel mwdea1904cite-ref-olson-89-5[89].

Le prime due spedizioni a carattere puramente scientifico del mwdeyXX secolo furono condotte da Willi Rickmer Rickmers. La prima di queste, mwdecaustro-mwdegtedesca, venne effettuata nel mwdek1913 e venne inviata nella regione su richiesta dei club alpini dei due paesi. In questa occasione, Rickmers catturò, senza saperlo, la prima fotografia del punto culminante del Pamir, il mwdeopicco Ismail Samani. Nella seconda spedizione, stavolta tedesco-sovietica, Rickmers, accompagnato da Nikolai Petrovich Gorbunov, si diresse direttamente verso il cuore del massiccio nel mwdes1928cite-ref-shoumatoff148-126-0[126]cite-ref-127[127]cite-ref-128[128]. Durante la missione, Karl Wien, Eugene Allwein ed Erwin Schneider ne approfittarono per effettuare la mwdfgprima ascensione del mwdfkpicco Lenin, affrontandone la parete sudcite-ref-shoumatoff148-126-1[126].

Nonostante la mwdf8rivoluzione d'ottobre del mwdga1917 e la rinegoziazione di trattati e alleanze, il Pamir ripiombò progressivamente nell'obliocite-ref-bliss2-105-3[105]. Questo isolamento venne rafforzato nel mwdgu1929, quando la mwdgyRepubblica socialista sovietica del Tagikistan entrò a far parte dell'mwdgcURSS e gli abitanti delle montagne furono chiamati a coltivare i campi di mwdggcotone a sud-ovest del Pamircite-ref-129[129]. Dopo la costruzione della mwdg0strada M41 nel mwdg41931 destinata ad aprire il massiccio al mondo esternocite-ref-beaumont368-97-1[97], altre missioni sovietiche si succedettero nel corso del decennio successivocite-ref-shoumatoff102-130-0[130]. Poco prima della mwdhcseconda guerra mondiale, furono costruiti i primi villaggi permanenti della parte orientale del massiccio, a parte mwdhgMurghob, all'epoca conosciuta come mwdhkPamirsky Post, che era già stata fondata nel mwdho1893. L'apertura delle scuole e l'istituzione dei mwdhskolchoz favorirono sempre più questa sedentarizzazionecite-ref-131[131].

Dopo la guerra, Vladimir Ratzek venne incaricato di cartografare il Pamir, che rimaneva ancora in gran parte inesplorato. A capo di numerose spedizioni militari, colse l'occasione per scalare le vette più alte del massiccio, in particolare le tre oltre i 7000 metri di altitudinecite-ref-shoumatoff96-43-1[43]. Negli mwdiuanni '50 fecero la loro comparsa gli mwdiyelicotteri, che facilitarono lo sviluppo dell'mwdicalpinismocite-ref-shoumatoff102-130-1[130]. Nel mwdiw1962, Anatoly Ovtchinnikov e mwdi0John Hunt guidarono la spedizione britannico-sovietica sul mwdi4picco Garmo, durante la quale Wilfrid Noyce, che aveva partecipato alla prima spedizione sull'mwdi8Everest del mwdja1953 con Hunt, e Robin Smith caddero fatalmente nel corso della discesa. I mwdjeramponi dei britannici non erano adatti alla neve soffice e instabile del Pamir. I due scivolarono su uno strato di neve soffice e caddero giù da una falesia di 800 metri. I connazionali decisero di seppellirli sul luogo dell'incidentecite-ref-132[132]. Nel mwdjy1969, per il centenario della nascita di mwdjcLenin, sul picco Lenin venne organizzato il congresso internazionale dell'alpinismo. Membri di tredici paesi furono invitati ad unirsi ai sovietici per partecipare ad una spedizione di massa, ma molti avevano poca esperienza. In poco tempo, gli scalatori si disorganizzarono e gli abbandoni e gli incidenti, di cui uno mortale, si succedettero; nonostante tutto, su un centinaio di partecipanti, 86 scalatori, tra cui 30 stranieri, raggiunsero la cimacite-ref-shoumatoff148-126-2[126]. Nel mwdjw1974, una cordata costituita da otto alpiniste rimase uccisa durante una tempesta quando si trovava ormai in prossimità della cimacite-ref-shoumatoff148-126-3[126]. Nel mwdke1990, una mwdkivalanga provocata da un mwdkmterremoto investì il campo II, uccidendo 43 alpinisti mwdkqeuropei e mwdkurussi. Solo uno riuscì a salvarsi: fu l'incidente più mortale nella storia dell'alpinismocite-ref-shoumatoff148-126-4[126]cite-ref-133[133].

Fu solo con la mwdk8mwdlaperestrojka, alla fine degli mwdleanni '80, che gli abitanti del Pamir poterono tornare nella loro regione, ricostruendo i loro villaggi in rovinacite-ref-ives180-134-0[134] e rimettendo a coltura i 4000 ettari di terre lasciate incolte su un totale di 16.000 ettari di terre arabilicite-ref-dp-135-0[135]. La mwdloguerra in Afghanistan (1979-1989), durante la quale il massiccio funse da retroguardia secondaria ai combattenti, ma soprattutto la mwdlsguerra civile tagica (1992-1996), che vide gli abitanti del Pamir rivendicare una parte di autonomia rispetto al potere centrale comunista, trasformarono nuovamente il Pamir in una zona di tensionecite-ref-bliss2-105-4[105] e i pochi accessi stradali furono distrutticite-ref-bliss4-136-0[136]. Nel frattempo, tuttavia, furono avviati dei progetti di studio, in particolare dall'mwdmqUniversità delle Nazioni Unite in accordo con le Accademie delle scienze, per sostenere lo sviluppo dell'area, e vennero fatte proposte per proteggere il patrimonio naturale e promuovere l'mwdmuecoturismocite-ref-ives180-134-1[134].

Attività

La popolazione del Pamir si guadagna da vivere con un'mwdmweconomia di sussistenza basata sull'allevamento e su un'mwdm0agricoltura di tipo tradizionale, nonché su attività illegali come il traffico di droga o il mwdm4bracconaggio. Il turismo stenta a svilupparsi e l'ambiente è rimasto relativamente incontaminato grazie all'isolamento del massiccio e alla creazione di varie aree protette.

Economia

L'allevamento degli mwdngovini nelle praterie di altitudine rimane una fonte essenziale di reddito per la regione. La lana che se ne ricava viene utilizzata in particolare per realizzare i mwdnkdjuraby, calzini o calze lunghe o a metà gamba lavorati a maglia con tre aghi dalle donne secondo usanze precise, che presentano motivi tradizionali e caratteristici i cui colori vengono ottenuti immergendo il filo in infusi di erbecite-ref-137[137]. Lo mwdn4yak, originario del mwdn8Tibet, è noto localmente come mwdoakutas. Può pesare fino a 500 chilogrammi e viene allevato per la carne e per il mwdoelatte, che viene utilizzato per produrre mwdoipanna e mwdomyogurt. La lana e il cuoio sono usati per fabbricare abiti e altri utensili. Il letame, una volta essiccato, viene utilizzato come combustibile. Inoltre, l'animale viene impiegato in mwdoqagricoltura come bestia da soma: è in grado di trascinare carichi pesanti, attraversare torrenti e sopravvivere a grandi altitudinicite-ref-138[138].

La mwdoopesca presenta un potenziale di sviluppo importante nei laghi del Pamir. La specie mwdosSchizopygopsis stoliczkai rappresenta la quasi totalità dei pesci pescati, ai quali si aggiungono mwdo0Schizothorax curvifrons e mwdo8mwdpaCarassius gibelio. Le rese sono molto variabili a causa dei mezzi artigianali utilizzati e dello sfruttamento irregolare. Alla fine degli mwdpeanni '90, venivano prelevate 180 tonnellate di pesce all'anno, delle quali 65-74 provenivano dal solo lago Yashilkul; il lago Turumtaikul risultava il più produttivo, con una resa di 34-40 chilogrammi per ettaro e una cattura media di oltre otto chilogrammi. L'introduzione della specie mwdpmmwdpqCoregonus peled potrebbe aumentare significativamente la produzione nel prossimo futurocite-ref-139[139].

mwdp4Viti, mwdp8albicocchi, mwdqameli, mwdqeperi, mwdqinoci e mwdqmgelsi vengono coltivati sui mwdqqconoidi di deiezione e sulle mwdquterrazze alluvionali, ben drenati, dove sono arroccati i villaggicite-ref-ges-19-50[19]cite-ref-brower171-86-2[86]. Le condizioni climatiche consentono un singolo raccolto annuale di mwdq4orzo, mwdq8frumento, mwdrapatate, mwdrefagioli e mwdripisellicite-ref-brower171-86-3[86]. Le popolazioni dipendono strettamente dall'mwdrcirrigazione, specialmente nelle vallate e negli altopiani più aridi della parte orientale. L'acqua viene prelevata dalle regioni che ricevono più precipitazioni o dallo scioglimento delle nevi e dei mwdrgghiacciai. In mwdrkTagikistan, dopo l'indipendenza, l'mwdroagricoltura è tornata ad essere mwdrsdi sussistenzacite-ref-ives44-16-18[16] per compensare l'85% delle importazioni alimentaricite-ref-dp-135-1[135]. Il papavero da oppio (mwdsqmwdsuPapaver somniferum) e la canapa (mwdsymwdscCannabis sativa) vengono coltivati illegalmente e si adattano bene al clima arido e ai terreni gelati. Il papavero fece la sua comparsa nella regione nel mwdsgXIX secolo, ma venne sradicato dai mwdsksovietici negli mwdsoanni '40. Dopo l'indipendenza del mwdssTagikistan, le piante mwdswnarcotiche hanno fatto la loro ricomparsa, approfittando degli scarsi controlli alle frontiere e della facilità di conservazione, facendo di questa attività una vera e propria manna finanziaria per il Pamircite-ref-140[140]. La mwdtetorba ottenuta a partire dalle piante note localmente come mwdtiteresken sostituisce a volte il letame animale come combustibilecite-ref-bliss30-141-0[141]. A causa della scarsità e dell'aumento dei prezzi delle importazioni di mwdtccarbone e mwdtgolio combustibile dopo l'indipendenza del Tagikistan, nonché della mancanza di sviluppo delle mwdtkenergie rinnovabili, il teresken viene spesso utilizzato come ultima risorsa direttamente come combustibile, il che ha portato alla desertificazione della parte orientale del massiccio nel corso degli ultimi venti annicite-ref-142[142].

La parte occidentale del massiccio, soprattutto la vallata dello Shughnan e quelle adiacenti, presenta vene di mwdt8lazurite (chiamata localmente mwdualjadshuar) e depositi di mwduerubini che sono stati sfruttati rispettivamente dall'mwduiAntichità e dal mwdumMedioevo. Alla fine del mwduqXIX secolo venivano estratti addirittura tra i 500 chilogrammi e una tonnellata di mwduulapislazzuli ogni giorno. Alcuni filoni furono nuovamente sfruttati tra il mwduy1972 e l'inizio degli mwducanni '90. mwdugLitantrace e mwduklignite venivano estratte in piccole quantità nelle parti occidentali e centrali del massiccio. mwduoZolfo, mwdussalnitro, mwduwsale e mwdu0marmo potrebbero essere estratti con profitto se le infrastrutture venissero sviluppatecite-ref-ives36-59-4[59].

Turismo

Il cuore del massiccio divenne accessibile a partire dalla seconda metà del mwdvqXX secolo. Nel mwdvu1978, erano già stati valicati e censiti dalle associazioni di mwdvytrekking più di 300 mwdvcpassi, tra cui il più alto, il passo Zimovstchikov, a 5970 metri di altitudine tra il mwdvgghiacciaio Fedčenko e uno dei suoi tributari, il ghiacciaio Vitkovsky, raggiunto nel mwdvk1959cite-ref-shoumatoff102-130-2[130]. Il trekking nella regione decollò in particolar modo tra la fine degli mwdv4anni '80 e l'inizio degli mwdv8anni '90. Nello stesso periodo, ogni mese di luglio, da 200 a 400 mwdwaalpinisti, principalmente mwdwerussi, giungevano fin qui per affrontare le alte vette del massiccio. Tuttavia, la mwdwiguerra civile in Tagikistan dal 1992 al 1996 pose un freno allo sviluppo turisticocite-ref-ives44-16-19[16].

A partire dagli mwdw4anni 2000, il massiccio si è aperto al turismo internazionale, sebbene per visitarlo sia necessario un permesso speciale e si debba pagare una tassa alle autorità tagikecite-ref-kloiber-143-0[143]. Nel mwdxm2003, appena 1500 escursionisti, principalmente mwdxqoccidentali, sono stati censiti dall'agenzia nazionale per il turismo; nel mwdxu2006, poco più di 1000 persone si sono recate all'ufficio del turismo di mwdxyChoruǧcite-ref-kloiber-143-1[143]. Questa città ospita il secondo mwdxsgiardino botanico più alto del mondocite-ref-144[144]. L'agenzia Sayoh ha la responsabilità di far giungere alle popolazioni locali i ricavati derivati dal turismo, ma essa ha subito delle critiche per le difficoltà che crea alle compagnie privatecite-ref-kloiber-143-2[143]. Alcune associazioni, fondazioni e istituzioni straniere e transnazionali sono tuttora all'opera per sostenere dei programmi di sviluppocite-ref-kloiber-143-3[143]. Nonostante tutto, l'mwdygecoturismo fatica ad attirare visitatori: solo il 10% di essi ha infatti visitato il mwdykparco nazionale del Pamircite-ref-kloiber-143-4[143]. L'alpinismo, le cui infrastrutture, compresi i mwdy4servizi di soccorso, sono state danneggiate in seguito alla caduta dell'mwdy8Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, sta ora iniziando a riprendersi, soprattutto in mwdzaKirghizistancite-ref-kloiber-143-5[143]. La caccia all'mwdzuargali continua ad essere praticata con prezzi che raggiungono i 30.000 euro a testa, in un clima di significativa mancanza di trasparenza, ma i ricavati potrebbero superare il prezzo delle tasse riscosse dalle autoritàcite-ref-kloiber-143-6[143].

Protezione ambientale

Il mwdaaparco nazionale del Pamir (o Pamirsky), chiamato anche parco nazionale tagiko, è stato istituito il mwdae26 gennaio mwdai2006cite-ref-whc-39-2[39], ma la sua creazione era già stata ipotizzata nel mwdac1992cite-ref-ives180-134-2[134]cite-ref-enrin-145-0[145]. Si estende per 12.260 chilometri quadraticite-ref-nhpfund-146-0[146], un'estensione pari a poco più dell'8% della superficie totale del mwdbqTagikistan. Ai suoi margini si estende una mwdburiserva naturale che agisce da zona cuscinettocite-ref-whc-39-3[39] e porta la superficie dell'area protetta a 26.000 chilometri quadraticite-ref-147[147], caratteristica che ne fa la più estesa dell'mwdb4Asia centralecite-ref-kloiber-143-7[143]. Nel mwdcm2008 è stato inserito nella lista dei siti candidati a mwdcqPatrimonio dell'umanità dell'mwdcuUNESCOcite-ref-nhpfund-146-1[146], entrandone a far parte nel mwdco2013cite-ref-148[148]. A tale riconoscimento potrebbe seguire il possibile rilancio della regione come meta turisticacite-ref-ives44-16-20[16]. Entro i confini del parco si trovano il mwddmpicco Ismail Samani, il mwddqghiacciaio Fedčenko e il mwddulago Sarez e la sua altitudine ne fa il terzo sito patrimonio dell'umanità più elevato del mondo dopo l'mwddyEverest e il mwddcNanda Devicite-ref-nhpfund-146-2[146].

La riserva naturale di Dashtidjum (o Dashtidzumsky), situata in Tagikistan, a sud della cresta Khazratisho e a nord del mwdd4Pjandžcite-ref-149[149] sul margine occidentale del Pamir, è uno mwdemmwdeqzapovednik, vale a dire una riserva integrale, cioè una zona che gode del più alto livello di protezione tra le aree protettecite-ref-parkstj-150-0[150]cite-ref-dashtidzumsky-151-0[151]. Un santuario naturale (mwde0zakaznik) di 533 chilometri quadrati era già stato creato qui nel mwde41972, ma ad esso è stata successivamente aggiunta la riserva integrale di 197 chilometri quadraticite-ref-gef-152-0[152] nel mwdfm1983cite-ref-enrin-145-1[145]cite-ref-dashtidzumsky-151-1[151]. È attualmente in programma l'idea di aggiungere una zona cuscinetto di 267 chilometri quadrati, che ne porterebbe la superficie totale a 800 chilometri quadraticite-ref-gef-152-1[152]. Nel mwdga2007, 378 chilometri quadrati dell'area protetta di Dashtidjum sono stati dichiarati mwdgeImportant Bird and Biodiversity Areacite-ref-153[153].

La riserva naturale di Zorkul' (o Zorkylsky) è situata intorno al mwdgglago omonimo, lungo il confine con l'mwdgkAfghanistan. Istituita nel mwdgo1972 come santuario naturale su un'area di 165 chilometri quadraticite-ref-enrin-145-2[145]cite-ref-gateway2089-154-0[154], è stata promossa anch'essa a riserva integrale nel mwdhm2000 con una superficie totale di 877 chilometri quadraticite-ref-oryx-155-0[155]. Contiene un sito mwdhgRamsar dal mwdhk2001, nonché una Important Bird and Biodiversity Area, e figura tra i siti candidati a patrimonio dell'umanità dell'UNESCOcite-ref-oryx-155-1[155].

Nella parte tagika del Pamir si trovano altri cinque santuari naturali, il cui scopo principale è la conservazione e la riproduzione della flora e della fauna, in particolare dello mwdh8stambecco siberiano e dell'mwdiaargali di Marco Polo, che vengono cacciati per le loro cornacite-ref-enrin-145-3[145]cite-ref-parkstj-150-1[150]cite-ref-gateway2089-154-1[154]. Il santuario naturale Sanvor (o Sangvorsky)cite-ref-enrin-145-4[145]cite-ref-gateway4837-156-0[156], noto anche come Sanglyar (o Sanglyarsky)cite-ref-parkstj-150-2[150]cite-ref-gateway2089-154-2[154], si trova sulla mwdj0catena di Pietro il Grande; venne istituito nel mwdj41970cite-ref-enrin-145-5[145] o nel mwdkm1972cite-ref-gateway4837-156-1[156] e ricopre 509 chilometri quadraticite-ref-enrin-145-6[145]cite-ref-gateway2089-154-3[154]. Il santuario naturale del Pamir include il mwdlalago Karakul' e si estende su 5000 chilometri quadraticite-ref-gateway2089-154-4[154]; comprende il sito Ramsar della zona umida del lago Karakul'cite-ref-157[157]. Il santuario naturale di Muzkol (o Muzkulsky) sorge sulla catena montuosa omonimacite-ref-gateway2089-154-5[154] e copre, dal mwdl01972, un territorio di 669 chilometri quadraticite-ref-enrin-145-7[145]cite-ref-158[158]. Il santuario naturale Verkhniy Muzhkulcite-ref-parkstj-150-3[150] si trova ad est di quest'ultimocite-ref-159[159]. Infine, il santuario naturale Ishkashim si trova all'estremità sud-occidentale del Pamir, nel punto in cui il Pandj forma un'ansacite-ref-parkstj-150-4[150]cite-ref-160[160]. Per finire, un altro sito Ramsar protegge le zone umide dei laghi Shorkul e Rangkulcite-ref-161[161].

La riserva faunistica Pamir-i-Buzurg si trova in Afghanistan, all'estremità occidentale dei monti Selsela-Koh-i-Wākhān, sul loro versante settentrionalecite-ref-162[162]cite-ref-pamiri-163-0[163]. Venne istituita nel mwdom1978 e presenta lo stesso livello di protezione dei santuari naturali del Tagikistancite-ref-pamiri-163-1[163].

La riserva naturale di Taxkorgan, nella parte occidentale dello mwdokXinjiang in mwdooCina, si estende su 14.000 chilometri quadrati e comprende parte dei confini sud-orientali del Pamir. Ospita mwdoslupi, mwdowbharal, alcuni mwdo0orsi isabellini, 150 esemplari di mwdo4argali di Marco Polo e 50-75 mwdo8leopardi delle nevi. È abitata da 7500 persone che danno la caccia agli mwdpaungulati per nutrirsi e ai mwdpecarnivori per proteggere i loro 70.000 animali domestici. Nonostante la sua grande estensione, gode di uno scarso livello di protezionecite-ref-pa1014-68-11[68]cite-ref-164[164].

Credenze popolari

Quando Dio creò il mondo e distribuì le terre, il rappresentante dei Pamiri (gli abitanti della regione) fu così discreto che rischiò quasi di essere dimenticato, rimanendone profondamente addolorato. Dio allora, pentito di questo, assegnò lui il mwdpwBadakhshan, del quale voleva farne il proprio giardinocite-ref-165[165].

Alcuni autori situano nel Pamir l'mwdqiEden biblico e il mwdqmmonte Ararat, dove mwdqqNoè approdò dopo il mwdquDiluviocite-ref-166[166].

Secondo una leggenda, Pamir e Aličur sono due fratelli che mwdqspersonificherebbero il Grande Pamir e il Pamir Aličur, vicini tra lorocite-ref-leitner13-8-3[8].

I mwdrmbuddisti mwdrqcinesi immaginano che uno dei laghi del Pamir sia abitato da un grande mwdrudrago mwdryvelenosocite-ref-167[167]cite-ref-humboldt391-168-0[168]. Si dice anche che le sue acque nero-verdastre siano piene di mwdr8tartarughe (mwdsarouen), mwdsesquali (mwdsikiao) e mwdsmcoccodrilli (mwdsqtho)cite-ref-humboldt391-168-1[168]. Molto tempo fa, quando alcuni mercanti di messaggio stabilirono un campo per la notte vicino al lago, il drago si infuriò e li uccise per mezzo di parole magiche. Quando il re di Pan-tho (o Ko-pan-tho) venne a saperlo, affidò il potere a suo figlio e si recò nel regno di Ou-tchang, dove studiò le parole magiche dei bramini. Dopo aver appreso questa scienza nel giro di quattro anni, fece ritorno a casa e riprese il potere. A sua volta, lanciò parole magiche contro il drago del lago. Quest'ultimo si trasformò in un uomo e, pieno di pentimento, andò a cercare il re, che lo esiliò immediatamente sui monti mwdskTsong-ling, a duemila lis (200 leghe) dal lagocite-ref-humboldt391-168-2[168].

La tradizione mwds8ismailita afferma che i filosofi mwdtaNaser-e Khosrow e Tolib Sarmast vennero inviati nel Pamir, durante il mwdteMedioevo, per renderlo abitabile. Costruirono dei sentieri sui fianchi della montagna, ma Tolib morì e venne sepolto sul Rušan, dove crescono due mwdtiplatani giganteschi che sarebbero nati dai bastoni che i due uomini piantarono nel suolo 900 anni fa. Naser, proseguendo il suo viaggio, si ritrovò assetato. Quando una vecchia signora si rifiutò di servirgli dell'acqua, piantò il suo bastone nel terreno e fece sgorgare una sorgente che esiste ancora oggi. Più avanti, un drago cercò di divorarlo, ma Naser si mise a pregare e il drago venne trasformato in una roccia, ancora visibile nei pressi di Ishkoshimcite-ref-169[169].

Secondo un'altra leggenda, un tempo il Pamir Aličur era così fertile che vi cresceva anche il mwdtkriso. Quando mwdtoʿAlī ibn Abī Ṭālib diffuse l'mwdtsislam nel Pamir, gli abitanti di questa valle rifiutarono di convertirsi. ʿAlī lanciò una maledizione e giurò che mai più nessun mwdtwcereale sarebbe cresciuto lì. mwdt0Aličur significa infatti il «flagello di ʿAlī» o il «deserto di ʿAlī». Vi rimane solamente uno stagno dalle acque cristalline, chiamato Ak-balik (letteralmente, la «sorgente bianca»). Esso ospita dei pesci di grandi dimensioni, ma chiunque cerchi di catturarli rimarrebbe per sempre colpito dalla sfortunacite-ref-170[170].

Il massiccio ospita di conseguenza numerosi mwdumaltari e siti sacri, intorno ai quali sono sorte numerose storie e miti collegati ai santi. A volte questi luoghi offrono protezione e vi vengono deposte delle offerte. Essi sono generalmente costruiti con pietre incise e corna di mwduqstambecchi o di mwduuargalicite-ref-171[171].

Il Pamir è stato uno dei luoghi prediletti dal mwduscinema sovietico, in un'epoca in cui rimaneva una regione in gran parte inesplorata. Pertanto, nel mwduw1927, il mwdu0regista Vladimir Erofeev, uno specialista del genere mwdu4etnografico, realizzò il film mwdu8Il Tetto del mondo: spedizione sul Pamir (mwdvaKryša mira: ekspedicija na Pamir), seguendo un gruppo di mwdvegeologi. L'anno successivo, Vladimir Adolfovitch Chneiderov partecipò a una spedizione che immortalò nel film mwdviIl Piedistallo della morte (mwdvmPodnožie smerti). A questo viaggio si ispirò, nel mwdvq1935, per realizzare mwdvuDjoulbars, un classico dell'avventura dell'era mwdvystalinista che narra l'eroica lotta tra una guardia di frontiera russa e il suo cane contro un gruppo di briganti dell'mwdvcAsia centrale ai confini montuosi e innevati dell'Impero sovieticocite-ref-172[172].

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Collegamenti esterni

• mwfyg(EN) mwfykPamirs - the roof of the world.
• mwfys(EN) mwfywThe Tajik Pamirs - Challenges of Sustainable Development in an Isolated Mountain Region mwfy0Archiviato il 20 luglio 2011 in Internet Archive..